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#Sanremo: la serata delle cover ed il matrimonio Gay tra Luca e Paolo

Inizia in sordina questo terzo appuntamento del Festival di Sanremo, serata dedicata alle cover, alla rivisitazione di brani celebri che hanno fatto la storia della musica italiana.

a1c17e086a0f16b1491beb972ad4bc15Si comincia con la sfida tra gli ultimi ragazzi delle Nuove Proposte: Giovanni Caccamo sfida Serena Brancale, con i brani rispettivamente Ritornerò Da Te (G. Caccamo) e Galleggiare (S. Brancale). La sfida sembra alquanto ovvia: il jazz e l’eleganza di Serena hanno potuto nulla contro il fascino ed il talento di Giovanni Caccamo, che vince questa sfida diretta.

Amara sfida Rakele nell’ultima fase di selezione dei nuovi talenti, anche loro rispettivamente con Credo (E. Mineo, S. Mineo) e Io Non Lo So Cos’è L’amore (Bungaro, Chiodo, Runco). Anche qui: la sfida è alquanto impari. Credo, il brano di Amara, ha trasformato l’Ariston e le case del pubblico che segue il festival, in un posto magico con la sua musica e la sua voce.

Ma merita particolare attenzione l’inattendibile, tremenda, scongiurata gaffe che Carlo Conti fa in calcio d’angolo: nell’annunciare la vincitrice tra le due, alza la mano della vincitrice ma la chiama con il nome dell’avversaria. Agghiacciante; sia per chi guarda che per la poveretta, che nonostante abbia cantato un bellissimo brano e sia stata “sconfitta” (questa storia della sfida diretta è alquanto triste), ha dovuto subire la doppia sconfitta di essere stata per un attimo illusa.

E poi eccolo, il momento in cui per un attimo ci si dimentica di gareggiare ad un festival, ma si cantano canzoni di altri, di Grandi artisti di ieri e di oggi. A cantare la prima cover è un terribile Raf, che con occhi vitrei e voce spettrale propone una sua Rose Rosse che sembra essere stata concepita per un Lounge o, peggio, per un funerale. Fa quasi tenerezza.

Una serata abbastanza serena, simpatica e per certi versi terapeutica; Emma Marrone ed Arisa a parte. Perché diciamolo, due vallette così non s’erano mai viste (e soprattutto sviste). Dalle letture fallite di Emma Marrone agli “analgesici” di Arisa, sembra davvero che ci sia qualcosa che non vada.

Vallette a parte, si possono discutere più cose stasera che in tutte e tre le serate messe insieme. Forse l’entusiasmo di quest’edizione così giovane e così propositiva, svanisce in una serata che in realtà dovrebbe regalare emozioni, sensazioni, momenti celebri. Ma di celebre c’è solo la triste faccia di Raf o la tremenda considerazione fatta da Carlo Conti a Malika Ayane: “Oggi una bambina mi ha fermato e mi ha detto <<hey! anche io porto l’apparecchio come Malika Ayane!>>”. Terribile.

Considerando il tutto, siamo alquanto basiti, sia per i voti da casa (per niente obiettivi), sia per l’andazzo di questa terza puntata del festival.

Per ora, cari lettori di Four Magazine, ci diamo appuntamento a domani sera, stessa ora, stesso posto.

Stay Tuned!

 

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Gabriele Palella
Gabriele Palella
Milanese, giovane ma già competente in quella che è la sua più grande passione: la musica. Milano. Lavora, compone e produce brani, scrive e partecipa a numerosi e diversi eventi a Milano e dintorni. Di sé dice: "credo in quello che faccio, spinto dalla bellezza e dalla forza della musica che unisce, crea, intrattiene ma, soprattutto, insegna. Io ci credo a questa forza...e voi, in cosa credete?"

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