Kingsman – Secret Service

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Kingsman – Secret Service

Conferenza Stampa a Roma – What a British!!!!

 

Qualche giorno fa, in una mattinata di sole invernale la capitale d’Italia ha ospitato una delegazione assai speciale di attori e musicisti, si tratta della crew di “Kingsman – Secret Service”, il nuovo film di Matthew Vaughn, rappresentato dai protagonisti Colin Firth e Taron Egerton, insieme allo storico gruppo dei Take That, che ne hanno curato la colonna sonora con il brano “Get ready for it”.

La pellicola, tratta da The Secret Service, una graphic novel ideata da Mark Millar e dal regista stesso, è un vero e proprio action movie che mixa con la giusta dose di ironia ed esagerazione lo stile british di 007 e la stavaganza di Kick Ass. Un film divertente, intelligentemente ironico,

inglese nel midollo (se consideriamo anche la presenza nel cast di Sir Michael Caine e Mark Strong), che ha scelto di puntare sull’ex boyband inglese dei Take That anni ’90 per la colonna sonora. Oramai rimasti in tre, Gary Barlow, Howard Donald e Mark Owen si sono detti entusiasti del progetto e della collaborazione con Vaughn.

Di seguito uno stralcio della conferenza stampa:

 

Mattew Vaughn vi ha fatto lavorare più come spie o come personaggi di un fumetto?

Colin Firth: Questo film fa riferimento al mito, come quello di James Bond, di Re Artù, è una favola che prende vita. Non potrebbero mai esistere organizzazioni di questo tipo nel mondo reale, e se esistessero, così iper organizzate, con tali armi da fuoco, ne sarei terrorizzato! Il regista non ha avuto nessun intenzione realistica nel rappresentare il film, è qualcosa di più iperstilizzato, una realtà accentuata. Gioca su diversi generi, attingendo da altri film e riferimenti culturali senza mai soffermarsi su uno soltanto.

Come vi siete preparati per la lavorazione della colonna sonora di questo film?

Gary Barlow: Questa è la terza volta che collaboriamo con Mattew, dopo Stardust e X-Men l’inizio. Lo scorso anno ci ha chiamati per mostrarci del girato del film senza visual effects, giusto per farci capire di cosa si trattava, e quello che avremmo potuto fare. Il resto è stato  asciato nelle nostre mani, e ci siamo divertiti moltissimo nel creare la colonna sonora!

 

Nel film si affronta una grande critica all’era tecnologica che tutti noi viviamo. Voi cosa ne pensate?

Taron Egerton: A me fa paura! Soprattutto dopo questo film. Mi sono reso conto di essere spesso su twitter a leggere notizie e twittrane altre che non mi interessano, mi spaventa il potere dei social e di come ti rendono schiavo.

CF: Io non ho nessun social e non so cosa sia un hashtag! I social hanno un potere enorme di connettività, e possono evolversi, nel bene e nel male. Dal punto di vista negativo mi spaventa il modo che hanno di condizionare i rapporti sociali, di come guardandoci intorno, possiamo notare sempre più persone letteralmente attaccate ai loro smartphone che dimenticano di godersi la vita che hanno intorno. Dal punto di vista positivo, per esempio, possono essere uno strumento politico maggiore, con una democrazia accessibile a tutti.

GB: Chi più, chi meno, noi dei Take That abbiamo tutti dei profili social. Sono divertenti e possono farti interagire con tante persone diverse, è un mondo nuovo e mi piace esserci. Di sicuro essendo un settore così innovativo, ci sono delle problematiche di sicurezza da valutare. Nel mio caso senza di essi non comunicherei più con mio figlio di 14 anni, al quale, tramite whatsapp, informo anche della cena pronta in tavola al piano di sotto!

Colin il tuo personaggio ha un aplomb e una calma invidiabili, a te cosa fa perdere le staffe?

CF: Generalmente sono un tipo calmo, ma so perdere questa dote come tutti, diciamo che la squadra dell’Arsenal degli ultimi anni ha influenzato parecchio questo mio aspetto! Il bello del mio lavoro è che mi da la possibilità di affrontare le sfaccettature di un personaggio che vorrei essere e che non vorrei essere. In più sono inglese e si dice che questa qualità sia una caratteristica british, ma basta guardare una partita di calcio inglese, o per esempio andare ad un concerto dei Take That, per ricredersi!

Vi siete preparati con un duro allenamento o con la danza?

CF: Direi con la danza, ed è stato molto doloroso!(ci tiene a dirlo in italiano). Un allenamento di sei mesi con dieci persone, pensandoci poi nella vita reale non mi sarebbe di nessun aiuto, perché se volessero fare a cazzotti con me io potrei solo mettermi a ballare!

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