Perché in fondo “EVERYDAY IS GONNA BE THE DAY” LUCA SAPIO ai microfoni di Fourzine

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Perché in fondo “EVERYDAY IS GONNA BE THE DAY” LUCA SAPIO ai microfoni di Fourzine

Tirando le somme dell’ anno da poco trascorso si ha come l’ impressione che numerose voci si siano levate per partecipare in coro ad un nuovo impegno civile nei confronti del proprio presente. Numerosi artisti, anche e soprattutto in ambito musicale, ad espressioni d’ evasione, ad un ostinato tentativo di rendere le loro opere avulse da qualsiasi forma di contatto con il proprio contesto storico e socio-culturale, hanno preferito invece guardare negli occhi la criticità dei tempi e mettersi al servizio, con le loro “armi”, del sentire comune. Un po’ fungendo da cassa di risonanza e un po’ cercando d’ esser veicolo di una reazione che non ceda mai il passo alla rassegnazione. Molti interpreti, musicisti, cantautori, ciascuno nella “lingua” a sé più congeniale, nel 2014 hanno scelto di realizzare album di importante impatto sociale. Lo ha fatto Mario Venuti su note più orientate al pop con “Il Tramonto dell’ Occidente”, Fedez rappando in “Pop-Hoolista”, la delicatezza di Sergio Cammariere in “Mano nella Mano” e la white soul di Luca Sapio in “Everyday is gonna be The Day”, il suo ultimo disco uscito lo scorso 18 Novembre. Talento riconosciuto e acclamato dalla scena musicale di respiro internazionale, Sapio comunica un messaggio ben augurale e motivazionale a chi, come tanti, si sente in balia di un presente che lo priva di punti di riferimento e infonde in lui solo smarrimento, a che non perda la fiducia perché “Ogni giorno può essere Il Giorno giusto per farcela”. Lo fa, appunto, nella sua “lingua”, con una calda voce che fa vibrare in ogni brano che compone l’ album quella che gli è stata riconosciuta come “Italian Soul”, rendendolo uno degli interpreti più apprezzati dalla critica e dal pubblico d’ oltreoceano. Reduce dal fortunato tour europeo in cui, assieme alla band The Dark Shadows, è stato l’ opening act di Sharon Jones & The Dap-Kings, Luca Sapio ci ha parlato del suo ultimo album, svelandoci qualcosa in più.

Luca in cosa, in particolare, ritieni sia riconoscibile la tua “Italian Soul”?

Probabilmente nel tentativo di recuperare l’approccio che avevano i grandi compositori di cinecittà. Guardare alle sonorità e ai ritmi che arrivavano e nascevano oltreoceano cercando di farli dialogare con soluzioni armoniche timbriche e melodiche della nostra scuola. Io scrivo canzoni. Tutti i miei brani hanno un verse, un bridge ed un chorus. Questo ad esempio è inusuale nel soul o nel rhythm’n’blues. Ed è quello che gli americani chiamano italian touch. Mi ha incuriosita che il tuo primo album si intitoli “Who Knows” mentre il singolo con cui è stato lanciato il tuo ultimo disco si intitoli, invece, “Nobody Knows”. Non so se si tratti di una coincidenza, o meno. “Nobody knows” tratta delle incertezze di questo presente in cui sembra che “nessuno”, appunto, “sappia” in quale direzione andare.

Ti andrebbe di parlarci di quale sia la corretta interpretazione di questo brano?

Esatto. Who knows? Nobody knows. Viviamo una grande incertezza. Da troppo tempo ci incupiscono con l’ossessivo refrain del necrologio del nostro paese, parte della classe politica inneggia compiaciuta al default e i media spingono i giovani ad abbandonare la nave verso paradisi inesistenti. Ci hanno insegnato a cercare scorciatoie e ci siamo visti superare nelle corsie d’emergenza da persone che non ne avevano diritto. È con questi modelli che sono cresciute le ultime generazioni. In questo paese quando si ha un problema si cerca l’amico di qualcuno che possa risolverlo al di fuori delle istituzioni. La verità è che c’è una lunga strada da percorrere, non ci sono sconti né bonus. Se rimboccandosi le maniche riusciremo ad arrivare in fondo a questa strada torneremo ad essere l’eccellenza che tutto il mondo ci ha sempre considerato.

“Everyday is Gonna Be The Day” lo hai registrato tutto dal vivo e in analogico. Una scelta atipica rispetto alla tendenza comune nell’ era del digitale. Come mai questa scelta?

Per me è normale. Ho sempre registrato i miei dischi in analogico. Lo trovo stimolante. Avere poche piste a disposizione è stimolante. Nel mio studio ho due registratori a bobina. Il digitale è noioso. “Tranquillo lo aggiustiamo nel mix” … Tutte le persone che lavorano con me sanno che dovranno suonare insieme e dal vivo e che non passerò ore ad editare le loro takes. We CAN’T fix in the mix. Hai viaggiato tanto coltivando il tuo innato talento musicale ricevendo i plausi da parte della critica internazionale e numerose altre conferme di apprezzamento all’ estero.

Che l’ accoglienza oltre confine sia stata più che positiva è chiaro. Ma com’è per Te esser straniero in terra straniera?

Essere Italiani è sempre “charming”. Si è immediatamente simpatici e rispettati da tutti. Quindi è una cosa che mi diverte. Sono orgoglioso di essere italiano, di avere tra i miei connazionali persone del calibro di Ennio Morricone, Piero Umiliani e tantissimi altri.

Se potessi scegliere di rinascere in un’ altra epoca e in un altro luogo, quale dimensione spazio- temporale sceglieresti per coltivare la Tua Musica?

Facile, Memphis 1940. In questo modo avrei avuto poco più di 20 anni quando la Stax apriva i suoi battenti.

 

Ringraziamo Luca Sapio per il suo tempo.

Di seguito la tracklist del suo “Everyday is gonna be The Day” (Label GMG/distribuito da Goodfellas), prodotto e arrangiato da Thomas “TNT” Brenneck: “Someone” (scelto come soundtrack del trailer di presentazione del Festival di Los Angeles “Cinema Italian Style 2014”), “Dark Shadows”, “Tell It Like It Is”, “Nobody Knows”, “Lawbreakers”, “Let It Shine”, “I Am So Tired”, “I Was A Good Boy”, “Everyday Is Gonna Be The Day”, “All Around Me”.

 

Link utili: www.lucasapio.com .

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