GIUSEPPE PEVERI in arte DENTE ai microfoni di Four Magazine – Stasera la data di Bari

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GIUSEPPE PEVERI in arte DENTE ai microfoni di Four Magazine – Stasera la data di Bari

Giuseppe Peveri, ai più noto come Dente, è senza dubbio uno dei migliori cantautori di cui possa farsi vanto la scuderia italiana. Il suo stile ironico e amaro, i continui giochi di parole e rimandi che caratterizzano i testi dei suoi brani, gli arrangiamenti che accolgono le influenze della Musica Italiana d’ Autore targata ’60 – ’70, lo rendono inconfondibile e unico nel suo genere. Il suo modo di fare Musica ha carattere, non cede mai il passo alla banalità, è sempre imprevedibile. Nei suoi brani, schietti e non-convenzionali, è possibile, ad ogni ascolto, cogliere sfumature semantiche sempre diverse in un perpetuo gioco sarcastico volto al ribaltamento, in un arguto contrappunto tra l’ argomento del brano e le melodie che lo accompagnano. La Sua Musica è come se infrangesse ogni convenzione, così da poter riuscire a cantare anche un distacco, anziché come una perdita, piuttosto come una liberazione. Perché non è vero che ci si possa immedesimare solamente, ad esempio, nelle parole struggenti di chi ha perso l’ amore, come siamo abituati a fare. Ci si può identificare anche più volentieri in chi, invece, a quello stesso amor perduto gliele voglia “cantare” in tutta franchezza e amaramente. Al momento impegnato nell’ ultimo giro di boa col suo “Gran Band Epilogo Tour”, durante il quale sta continuando a promuovere il suo ultimo album “Almanacco del Giorno Prima”, Dente in viaggio alla volta di Rende ci regala un po’ del suo tempo per scambiare due parole con noi di Four Magazine.

Giuseppe, la Tua Musica la si può definire “biografica”. Al suo interno si possono ritrovare immagini e stati d’ animo legati al tuo vissuto. Quale periodo della tua vita va ad incorniciare il tuo ultimo disco “Almanacco del Giorno Prima”?

“L’ Almanacco” è fondamentalmente, come tutti i dischi che ho fatto, una raccolta di canzoni scritte nel tempo. E in questo caso lo è ancora di più, nel senso che ci sono canzoni dentro scritte pochi mesi prima di registrarlo e canzoni scritte magari quattro o cinque anni prima. Quindi è proprio un “almanacco”, diciamo così, nel vero senso della parola. Quando l’ ho finito e ho messo insieme queste canzoni ho pensato che avessero un comune denominatore che era un po’ quello del Tempo, dei Ricordi e del Guardarsi Indietro, ecco perché l’ ho chiamato in questo modo con vari riferimenti, appunto, all’ almanacco e alle previsioni che si facevano al suo interno. Quindi non è che rispecchi un periodo in particolare.

C’è un brano di questo album a cui ti senti particolarmente legato?

Non è che sia legato particolarmente a qualcuno di loro piuttosto che a qualcun’ altro. Magari c’è la canzone da cui sono partito, perché c’è sempre una canzone da cui parto per il disco e dico: “Questa è la canzone guida”. Spessissimo è la prima canzone dell’ album, come in questo caso è “Chiuso dall’ Interno”. Sono partito un po’ da quella per sviluppare l’ idea di tutto il disco. Però non c’è proprio una canzone a cui mi senta legato rispetto a qualcun’ altra, e questo vale per tutta la mia discografia.

Immaginando di divenire recensore di Te stesso, quali elementi individueresti come Tua Cifra Stilistica?

Eh, difficile rispondere perché sento molta fatica nel descrivermi, sia umanamente che musicalmente, diciamo. Anche perché non amo “spiegarmi” e, quindi, figurati descrivermi! Pensando a brani di altri autori, magari italiani e magari anche contemporanei, ce ne è qualcuno fra questi che, ascoltandolo, t’ ha fatto pensare: “Caspita! Avrei voluto scriverlo io!”? Beh ovviamente i miei son più belli di quelli degli altri! Quindi è difficile trovarne uno più bello del mio (scherza). Ci sono cose sparse, non c’è una vera e propria canzone che mi faccia pensare: “L’ avrei voluta scrivere io”. Però ci sono spunti, intuizioni, frasi sparse in giro che mi fanno dire: “Ah, forte questa! Bella questa!”. Oppure una cosa che sento magari anche mia, proprio da fan, e dopo scrivendo le canzoni dico: “Cacchio, però era bella questa da mettere in una mia canzone”.

Supponendo di avere tra le mani il Tuo “almanacco del giorno prima” e, quindi, potendo leggervi sopra il tuo “ieri”, c’è qualcosa che potendo tornare indietro cambieresti?

Sì e no. Fondamentalmente, sulla lunga distanza, no. Sono felice di tutto quello che ho fatto e di come l’ ho fatto. Poi ci sono le piccole cose che magari si potevano fare in modo diverso, si potevano fare meglio, si potevano modificare o si potevano, semplicemente, non fare. È sempre comunque un’ ipotesi da tenere in considerazione, no? Non fare una cosa per riuscire a raggiungere un obiettivo. Però, in linea di massima, no: non cambierei assolutamente nulla. Sono molto felice di tutto quello che ho fatto.

Ringraziamo Dente nell’ attesa di ascoltarlo dal vivo nel corso del suo “Gran Band Epilogo Tour”.

Di seguito le prossime date: 19 Dicembre Bari – Demodé, 20 Dicembre Catania – MA, 21 Dicembre

Santa Maria a Vico (CE) – SMAV.

 

Link utili: www.facebook.com/denteofficial.

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