Giorgia a Roma per la terza volta con il Senza Paura Tour, poi confessa: “Altro che senza paura, sono terrorizzata!”

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Giorgia a Roma per la terza volta con il Senza Paura Tour, poi confessa: “Altro che senza paura, sono terrorizzata!”

giorgiaGiorgia torna a Roma, regalando per la terza volta il  “Senza Paura Tour” alla sua amata città: non si aspettava neanche lei di riempire per l’ennesima volta il grande Palalottomatica. Era stupita, come se non fosse abituata al successo; lei che il successo lo ha e lo merita da venti anni esatti ormai. “Fra tre date finisce il Senza Paura tour- annuncia emozionata la cantante- e finalmente posso dire che invece io di paura ne ho tanta, anzi sono terrificata!” Terrificata, Giorgia, dai momenti cupi che stiamo attraversando, dalla crisi economica e di valori che sta colpendo il mondo intero. Giorgia però non trova nel coraggio la chiave per non avere più paura. Il contrario della paura è la fede: in sé, negli altri, e nell’oltre; poi da lì attacca con una meravigliosa I will pray. Continua con Gocce di memoria, il pubblico è in disibilio. Improvvisamente scende tra gli spettatori, si ferma ad accarezzare i volti sognanti delle persone che la ascoltano, si lascia travolgere dai mille baci che il pubblico affettuosamente le dona. Giorgia è una cantante popolare, ma nel senso più alto del termine: è una persona qualunque, “una fra tanti” come recita una sua canzone, un’anima capace di comunicare a mille altre anime.

Arriva addirittura a commuoversi quando riconosce, fra il pubblico, la sua famiglia, il suo fedelissimo fanclub e i suoi amici: come se fosse un’esordiente al primo concerto, con una carica emotiva talmente alta da andare in tilt alla visione di qualcosa che la emoziona. Il giro fra il pubblico termina: Giorgia, che indossava uno sfavillante soprabito giallo, torna dietro le quinte per il cambio d’abito. Ad allietare il pubblico ci pensa il maestro Sonny T. che regala una versione rock del successo di Pharrell Williams Happy. Sulla scia dell’entusiasmo generato dal successo americano, Giorgia torna in scena con Non mi ami, facendo cantare un intero ritornello al pubblico che, senza sbagliare una nota o una parola, lo canta unanime davanti all’artista sempre più euforica. Giorgia poi, si sa, è Giorgia: per anni e anni centinaia di cantanti emergenti hanno cercato di imitarne stile e timbro vocale, generando quel famoso “effetto Giorgia” che poco aiuta al lancio di nuove carriere. Semplicemente perché lei è inimitabile: gioca con le armonizzazioni, i virtuosismi, decora i suoi brani con manierismi e acuti inarrivabili e nello stesso tempo limpidissimi, senza alcuna sbavatura. Ostenta quasi la sua bravura, a volte sembra farlo apposta, per dimostrare a chissà chi quanto sia forte. Non ha bisogno di dimostrarlo a nessuno perché (e chi scrive si prende pienamente la responsabilità di quello che dice) insieme a Mina lei è la cantante più talentuosa sulla faccia dello stivale. Giorgia ha freddo, chiede una giacca, la mette ma poi cede al fashion victim in sala che le grida che non sta bene col vestito che indossa! “Ahò, io ho ancora tre date da fare, una di queste a Milano: se mi viene un malanno, volete mandare una romana a fare brutta figura a Milano?!” Ride, e insieme a lei le centinaia di persone che avvolgono il suo palco. Chiederà ad una piccola fan di farle leggere il poster che ha preparato per lei. Giulia ha undici anni, Giorgia è entusiasta: è felice di essere ancora un teen-idol! Dopo un altro cambio d’abito, Giorgia torna sul palco regalando al pubblico un midley di brani del 1994: “Nel ‘94 erano tutti felici: Jovanotti cantava Affacciati alla finestra, i Corona This is the rhythm of the night …e io che cantavo? “E poi, e poi sarà come morire…” E dopo la battuta inizia a cantarla, in un’inedita versione che il pubblico gradisce molto. Chiude con un augurio di buone feste, indossa un cappellino da Babbo Natale e canta All I want for Christmas ai fan che, dopo la festa finale, tornano a casa felici di aver assistiti ad un concerto di una delle più importanti rappresentanti del bel canto in Italia.

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Giuseppe Barone
Giuseppe Barone
Amo la musica, perché mi aiuta a dialogare con la mia anima. E dialogo con le altre anime attraverso la scrittura, perché scrivere è l'unico modo che ho per comunicare al mondo esattamente quello che sento. "Comportati da signore, vivi come un bambino", il mio motto.

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