La Passione, L’ Impegno e L’ Entusiasmo: la Grande PAOLA FOLLI si racconta a Fourzine

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La Passione, L’ Impegno e L’ Entusiasmo: la Grande PAOLA FOLLI si racconta a Fourzine

La nostra redazione ha avuto il piacere di conversare con Paola Folli, interprete, insegnante di canto e vocal coach per diversi format televisivi, attualmente impegnata nella preparazione canora dei concorrenti dell’ edizione in corso di X-Factor. All’ altro capo del telefono una straordinaria Donna, verso cui nasce spontanea una sincera ammirazione, per le energie profuse nel suo lavoro, per la passione che anima le sue parole e per l’ umanità che trapela dal suo fare cortese e gioviale. Si percepisce bene come la Musica sia per Lei molto più che un mestiere, lo si coglie dall’ entusiasmo con cui ci parla delle svariate attività a cui si dedica: da interprete a vocal coach, da doppiatrice ad insegnante ed organizzatrice di Master Classes. Nonostante i numerosi impegni che la vedono coinvolta, non c’ è affanno nelle sue parole ma tanta gioia, quella stessa lampante vivacità di chi trae soddisfazione da ciò che ama e a cui si dedica con tutto se stesso. Ringraziamo Paola Folli per le sensazioni, le idee e il tempo che ha voluto condividere con noi, e per il piacere che ogni volta ci vien regalato dal confronto con fuori classe e appassionati del settore del suo valore.

Paola tu sei interprete, insegnante di canto e vocal coach per diversi format televisivi. Immagino che ognuna di queste attività ti abbia regalato, nel corso della tua carriera, emozioni ed esperienze differenti. Ti andrebbe di parlarci, appunto, di ciò che più ti ha emozionata, e continua a farlo, ora nei panni di interprete ed ora in quelli di insegnante?

La mia fortuna è sempre stata quella di avere una grande passione per questo lavoro, perché se uno dice: “Lo faccio soltanto per guadagnare perché è un lavoro” allora, secondo me dovrebbe cambiare attività. Questo mi ha sempre portata a cercare di fare le cose al meglio, sono abbastanza puntigliosa. L’ impegno di vocal coach mi riempie di gioia specie quando vedo la luce dei ragazzi che riescono a portare a termine un brano riuscendo a fare le cose su cui abbiamo lavorato. La cosa più bella è veramente vedere il loro sorriso o sentir dire: “Ce l’ ho fatta!”, perché magari prima avevano un blocco, sia mentale che fisico tipo una rigidità muscolare ed invece, tramite il lavoro che facciamo, riusciamo a migliorare tutte queste cose, e questa è una grandissima soddisfazione. Per quanto riguarda il mio lavoro di interprete anche questa è una cosa meravigliosa. Ho creato una Master, si chiama “I Rami della Voce” perché questo lavoro, l’ Arte del Canto, ti permette di fare un sacco di cose. Io ho iniziato da vocalist, sono molto felice di averlo fatto e ogni tanto lo faccio ancora perché mi piace tantissimo cantare in sezione. Mi sono anche diplomata in doppiaggio. Con la voce puoi fare di tutto e di più. Ho creato “I Rami della Voce” per far capire ad una persona che canta che con questo “mestiere”, sempre tra virgolette, può fare delle cose molto interessanti e che possono renderla felice e soddisfatta di sé. Il fatto, poi, d’ esser anche un’interprete… beh, anche quello è un “ramo” della mia professione che mi piace tantissimo!

Dallo scorso Maggio è in rotazione radiofonica “Woodstock”, la tua rivisitazione in chiave moderna dello storico brano di Joni Mitchell. Come mai la scelta di questo brano?

“Woodstock” è uno dei tanti brani di Joni Mitchell che io amo. Scrive sempre delle cose molto poetiche e, delle volte, difficili da interpretare perché usa delle immagini, quasi dei quadri, infatti Lei è anche una grandissima pittrice. È come se usasse la Musica come la pittura. Quando tempo fa io e il mio produttore abbiamo pensato di rifare un brano di Joni Mitchell, della quale io sono fan da tempo, abbiamo pensato di stravolgerne uno che era già di per sé un capolavoro. “Woodstock” scritto da Joni Mitchell è meraviglioso, quando è suonato e cantato da lei si crea un momento di poesia altissima. Ascoltandolo mi son detta: “Se lo rifai, lo rifai in un modo completamente diverso perché non puoi rifare un capolavoro, è impossibile, è già bello così”. Quindi l’ ho rifatto cercando di mantenere esattamente la melodia di Joni e le parole. Anche questo è stato motivo della scelta: il testo. E da lì la realizzazione di un Lyric Video in cui vengono enfatizzate tantissimo le parole. È molto attuale, nonostante sia stato scritto 40 anni fa, è un testo che parla di guerra, di voglia di pace e riconciliazione con la vita e con se stessi, che è un po’ il mio desiderio in questo momento della mia vita e credo di tantissima gente. Lo vedo negli occhi delle persone, proprio per il periodo che stiamo passando. Lei dice “back to the garden” e qui il garden è riferito all’ Eden, alle cose semplici, al fatto di “essere” e non “avere”. Questo mi ha colpita tantissimo e così abbiamo cercato di fare un bel riarrangiamento avendo un grandissimo rispetto per la composizione e, naturalmente, per la compositrice. Si è cercato di renderla diversa, naturalmente si va a toccare un’ artista che è intoccabile, raramente sento cover di Joni Mitchell e quindi… speriamo di esserci riusciti! È un omaggio targato 2014 a Lei, alla sua voce e alla meraviglia di artista che è.

Tu che sei un’ esperta del settore, di quali “armi” ritieni debba esser provvisto un cantante attualmente perché possa emergere? Oltre al talento e alla passione di cui abbiamo già parlato.

Aggiungendo a quel che abbiamo detto prima su Passione e Talento sicuramente una grande Voglia di fare, di lavorare su se stessi e sul proprio progetto. Io cerco sempre nelle Master di dire: “Ragazzi rimboccatevi le mani!”. Spesso mi accorgo che riescono ad arrivare al successo, ed io con “successo” intendo mantenersi con questo lavoro ed esserne felici, persone che, magari, cantano meno bene, sono meno intonati ma che hanno una grandissima, Grandissima, Voglia di fare e un grandissimo temperamento che, purtroppo, spesso non ritrovo in alcuni ragazzi che incontro. Molti si lasciano andare al primo “no” e non è assolutamente possibile. Questo lavoro non è per tutti perché non basta avere la bella voce, la bella faccia, no: bisogna anche crederci tanto e darsi da fare. Capisco che questo per i giovani sia un periodo difficile. Però dall’ altra parte vedo anche che i ragazzi che hanno “fame” di fare, di costruire, poi, a furia di insistere ce la fanno e riescono a ottenere dei bei risultati. Quindi sicuramente la grandissima determinazione e non la pigrizia. La pigrizia è nemica di questo mestiere. “Chi dorme non piglia pesci”, questo proverbio è perfetto. E anche un po’ di Fortuna, naturalmente! La Fortuna è fondamentale in questo mestiere: trovarsi al posto giusto nel momento giusto!

In qualità di vocal coach ad X-Factor, con cui collabori da tempo occupandoti anche dell’ edizione in corso, senza far torto a nessuno, qual è stato per così dire “l’ artista in erba” che in questi anni ti ha colpita in modo particolare per le sue doti, il suo impegno, la sua passione…?

Francesca Michielin è stata una bella scommessa e, alla fine, una scommessa vinta ma, al di là della vittoria, credo che Lei sia proprio un’ artista. È una persona che va alla ricerca sempre di suoni nuovi, è molto curiosa, ecco un’ altra caratteristica! La Curiosità. Lei è molto curiosa, il fatto di andare a vedere, a cercare tutto ciò che la musica ci propone perché, tra Youtube e tutto il resto, accediamo ormai a tutto. È sempre stata, anche all’ interno del loft, una persona che già sapeva cosa voleva e spesso questo è stato anche motivo di scontri tra di noi perché comunque, sai, tre donne, io, Simona Ventura eFrancesca e tutte e tre “di coccio”…diciamo che non era sempre semplicissimo eh eh eh. Lei è stata una bella scommessa che abbiamo vinto, ma quell’ anno è stato veramente meraviglioso: c’ era anche Nicole che aveva una bellissima voce, Antonella Lo Coco… Però “in erba” ti dico Francesca Michielin sicuramente.

Se potessi ritornare indietro, ripensando alle scelte compiute lungo il tuo percorso artistico e personale, c’è qualcosa che non rifaresti?

A livello musicale sono sempre stata molto fortunata perché ho iniziato da giovanissima a cantare con musicisti bravissimi. Cominci facendoti accompagnare da persone che sono già in carriera, che fanno questo mestiere, che ti possano insegnare tante cose. Quello che magari non farei è farmi “schiacciare” da alcune situazioni e anche da persone, esser un po’ più decisa e più reattiva in momenti in cui, magari, mi lasciavo condizionare da persone che poi ho scoperto che volevano tutt’altro che il mio bene . Questo non lo farei più. Infatti dico sempre che vorrei tornare indietro di qualche anno ma con la testa di adesso, naturalmente so che è impossibile! La cosa per cui mi arrabbio più frequentemente con i ragazzi è che io non ho avuto nessuno che mi dicesse queste cose. Cerco e di dir loro cose che io ho imparato a mie spese. Esperienze sia positive che negative che mi hanno fatto crescere… la vita come sai non è sempre rose e fiori. Quindi io cerco sempre di dire ai ragazzi: “Fate le vostre esperienze”, però spiego loro che cosa bisogna fare per riuscire “ad attutire il colpo”. Poi si vede chi ce la fa e chi non ce la fa. Io quasi sempre riesco ad individuare le persone che arriveranno lontano ma non perché sono un genio ma perché vedo quella famosa luce negli occhi che in alcuni c’è e in alcuni non c’è. Quando ho visto Ax rappare per la prima volta, ed era giovanissimo, ho detto: “Questo qua spacca” e, infatti, Ax è ancora lì… è AX.

www.paolafolli.it

www.youtube.com/watch?v=s0CTO2nMtoo

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