A spasso con ARISA: Una lunga intervista piena di curiosità per i lettori di Four Magazine!

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A spasso con ARISA: Una lunga intervista piena di curiosità per i lettori di Four Magazine!

arisa-concerti-2013-630x352Chiuderà questo 2014 nel migliore dei modi, con un doppio concerto a Roma e Milano (il primo c’è stato mercoledì all’Auditorium, l’ultimo ci sarà domani al Teatro Del Verme) per salutare le sue migliaia di fan ed onorare al meglio un anno che l’ha vista protagonista, dall’affermazione al festival di Sanremo ad una tournée di piazze piene e musica di qualità. E’ Arisa, la diva-antidiva per antonomasia, un look retrò ed una voce che tocca il cuore.

Arisa, come è andato questo 2014? Un super anno, l’anno del palmares..

Si si è stato un bell’anno anche se sinceramente dispiace che siamo giunti agli sgoccioli. Abbiamo fatto una bella tournée, è stato un bell’anno davvero, come una ciambella venuta col buco, con tutti gli ingredienti equilibrati. Sono riuscita a stare d’estate con la mia famiglia, e sono riuscita a dedicarmi un po’ a me, alla città dove vivo. Sono stata giù in Basilicata, da mamma che è venuta anche a lavorare con me. E’ stato bellissimo, momenti irripetibili che spero si possano ripetere al più presto. Poi siamo stati in concerto in posti bellissimi, abbiamo fatto tante piazze, c’è stata tanta affluenza, tanto calore, bello bello bello!

Come lo vivi il contatto col pubblico? Quando vedi una piazza piena..

Sono contenta primariamente, perché so che la gente che mi conosce mi conosce perché mi vuole bene, e chi non mi conosce probabilmente me ne vorrà! Mi si dice spesso che una mia canzone è entrata nel cuore di qualcuno, ed io ne sono sempre onorata, però bisogna essere in tanti e bisogna sostenere questo progetto che sembra un po’ differente dagli altri.

Riguardo il rapporto tra le tue canzoni e il cuore delle persone: durante l’intervista con Daria Bignardi, subito dopo Sanremo, hai citato il ritratto di Dorian Gray ed hai raccontato quanto fosse straniante per te il fatto che l’opera d’arte non è più dell’artista nel momento che l’ha terminata. Oggi come la vivi?

La vivo sempre nella stessa maniera, ma anche nella vita in generale, sento che non mi appartiene nulla. Si il mio corpo, la mia anima, quello che faccio in quel momento, ma non come appartenenza, cioè… io quando canto una canzone la vivo insieme agli altri, non penso che sia mia, anche perché la maggior parte non le scrivo io.

Arisa_2013Fine tournée..Che ci dobbiamo aspettare, sorprese?

Beh è normale che ci siano delle sorprese ma noi sai facciamo questi concerti rispettando “la vecchia”, rispettando il protocollo dei jazzisti di una volta anche se non ci annoveriamo nella categoria per mancanza di presunzione: abbiamo una scaletta di riferimento e siamo abbastanza improvvisanti e abbastanza felici di interagire con il pubblico anche perché poi è il pubblico che secondo me in uno spettacolo, che è un’esperienza collettiva, ti deve dare lo spunto e gli argomenti per andare avanti. E poi i nostri spettacoli sono un po’ un misto tra bella musica e anche atmosfere sofisticate, però c’è molta semplicità nel dialogo, c’è molta concentrazione sul sentire del pubblico, per esempio capita che ogni tanto vedo qualcuno che fa una faccia strana, qualcuno che sbadiglia oppure qualcuno a cui suona il telefonino.. è divertente, siamo tutti lì insieme per vivere un’esperienza.

Ho letto una curiosità, sei nella top ten dei cantanti più ricercati sul web dagli italiani.

Meno male! Sarà perché ho le tette grosse!

Dici? Tutte persone che cercavano foto? Ma se ne trovano?

Ehehe no no, niente foto.

A me terrorizzerebbe sapere di essere così ricercato, ma immagino che per voi artisti sia una bella soddisfazione

Ma si si, anche se mi farebbe piacere se fosse la mia musica ad essere ricercata e non io.

Stai cercando di entrare nel cuore del pubblico di massa?

Ma io non credo nel pubblico di massa, il mio fino ultimo non è quello di fare o di essere una diva, il mio fine ultimo è riuscire ad avere i mezzi per continuare a fare le cose in maniera indipendente e di qualità, per questo voglio entrare nel cuore di più persone possibili

Così da avere massima libertà e non scendere a patti?

Si esatto! Pagina bianca su quello che voglio fare, perché altrimenti poi cominciano a farmi fare quello che funziona ed è un casino, perché quando io scelgo una canzone da cantare non penso mai se funziona, penso se potrà essere di aiuto a qualcuno, se parla ad una collettività, se le persone ci si potranno rispecchiare dentro, se sarà di consolazione, se sarà di gioia, se lo è per me prima di tutto. Non penso a diventare rapper domani insomma!

Cambiamo argomento: sabato, Milano, finisce il concerto, torni a casa, una bella doccetta.. e poi?

Eh mi piacerebbe tantissimo capire quello che voglio fare.. Mi piacerebbe passare il Natale con i miei, ma allo stesso tempo mi piacerebbe fare un viaggio tutto da sola, magari in autobus. Ho visto che da Milano partono autobus che vanno a Parigi, a Amsterdam, un bel viaggetto in solitudine.

Perché in autobus?

Ehm, per lo più perché non fa fermate, quindi capiti vicino ad una persona e ti accompagna per tutto il viaggio, ed hai la possibilità di conoscerla davvero. Poi fai le strade, non stai su un binario, hai la possibilità di attraversare una città prima di arrivare alla meta.

Quindi in autobus in Europa..

Si ma non necessariamente Europa, anche in Russia mi piacerebbe tantissimo, con tutti i russi sugli autobus. I russi sono dei grandi, quando vado a parco Sempione la domenica li vedo sempre che fanno i picnic, ed è affascinante perché significa che non hanno perso lo spirito della condivisione e sopratutto del mangiare all’aperto, che è una cosa bellissima che noi non facciamo più.

Vabbè allora obiettivo per il 2015: tutti picnic! Ti vedremo a Sanremo?

Non lo so, penso di no..

Si parlava di te addirittura come valletta..

Si, io e Naomi Campbell, per equilibrare. No no, non credo di essere la persona adatta a fare la valletta.

Quindi niente festival? Alla fine ci sei molto legata

Eh si Sanremo è un appuntamento sempre importante per me, mi ha dato tutto quello che sono, la mia famiglia è Sanremo.

Quando ci dobbiamo aspettare un nuovo album?

Qualcosa bolle in pentola, ma non vorrei sbagliare nulla quindi procedo con i piedi di piombo!

 

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Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

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