INTERVISTA A LUKA ZOTTI, SI PARLA DI FORGOTTEN DREAM E DEL SOFÀ TOUR.

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INTERVISTA A LUKA ZOTTI, SI PARLA DI FORGOTTEN DREAM E DEL SOFÀ TOUR.

Luka-Zotti-ph-Roberto-EspertoLuka Zotti ha da poco pubblicato il suo secondo album da solista Forgotten Dream, un disco dalle sonorità folk e rock, che riprende molto da un sound tipicamente americano. Questo lavoro è ora al centro del Sofà Tour, ovvero un calendario di concerti che si tengono all’interno di abitazioni private.

La dimensione dei concerti in casa mi è sempre piaciuta molto – ci ha raccontato Luka Zotti – All’interno di un’abitazione si trova un’atmosfera più intima e accogliente e c’è la possibilità di un’interazione più stretta col pubblico. Nelle case, infatti, non c’è un palco a dividere l’artista dal pubblico e quindi si parla, si beve, si mangia…e poi comincia lo spettacolo. È un’esperienza che non si può provare nei locali pubblici”.

L’idea del Sofà Tour – prosegue Luka Zotti – mi è venuta perché la gente già ci chiamava a suonare nelle case. Con questo progetto artistico ho voluto soltanto dare continuità a questa esperienza organizzando un vero e proprio tour. Comunque sia la verità è che all’estero sono molto diffusi gli house concert, location diverse dal solito dove è possibile coniugare arte e musica”.

Come detto, il nuovo album di Luka Zotti si chiama Forgotten Dream, un titolo evocativo che fa pensare alla sensazione di un sogno dimenticato che però lascia qualcosa di intimo. “È proprio così – confessa Luka Zotti – ci sono dei sogni che passano senza lasciare nulla e altri che invece hanno al loro interno dei segnali che ci appartengono, dei sogni rivelatori”.

Il concept dell’album Forgotten Dream è però la guarigione: “Sì la guarigione è un po’ la costante all’interno dei testi di questo album. Quando parlo di guarigione parlo di un’evoluzione…in genere all’inizio del brano c’è un momento di buio ma poi ci si risolleva e si risolve il conflitto”.

Luka Zotti è un’artista poliedrico: oltre ad essere musicista, infatti, è pittore e designer. Cosa avrebbe fatto però Luka Zotti se non fosse stato capace di fare l’artista?

Aiuto, non lo so…forse sarei finito male! Per la verità ho provato a fare tantissimi lavori come anche il magazziniere e l’addetto al carico e scarico dei tir. Però questi lavori li ho fatti con gran fatica, non trovavo stimoli, anzi…mi sembrava di rubare il lavoro a qualcuno. Penso che potevo fare solo arte nella vita, quando suono ad esempio sento di fare qualcosa che mi appartiene, qualcosa di utile. I miei amici mi dicono “tu sei una cosa unica con l’arte” ed è vero anche se da adolescente ho dovuto lottare coi miei genitori perché non volevano facessi l’artista o il musicista perché non pensavano fosse un vero lavoro”.

Ultima domanda: un concerto che hai visto di recente e che consigli ai nostri lettori.

Senza dubbio Neil Young insieme ai Crazy Horse, la sua storica band. Tre ore di concerto senza fermarsi mai…un uomo di quasi settant’anni!”.

Questo era Luka Zotti per Four Magazine.

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