La musica che gira intorno #TFF32

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La musica che gira intorno #TFF32

Suoni e ritmi che danno il tempo al Torino Film Festival

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È da sempre uno dei festival cinematografici più musicali del territorio italiano, il Torino Film Festival, perché ha colto nella vicinanza con certe scene musicali e certi modi artistici di fare musica una vicinanza fortissima con l’idea di cinema che da 32 anni porta avanti. Scegliendo per la 32^ edizione numi tutelari come Nick Cave, su cui è presentato il documentario 20000 Days on Earth, e Lucio Dalla, al centro di Senza Lucio di Mario Sesti, il festival ha presentato alcuni film che vivono profondamente del rapporto tra musica e immagine. Alcuni in modo esplicito come Frastuono di Davide Maldi, esordio in concorso, che mostra l’adolescenza di due ragazzi pistoiesi alle prese con la propria voglia di esprimersi artisticamente: un ragazzo appassionato di musica elettronica e techno e una ragazza post-punk che con alcuni amici ha un gruppo: le esibizioni che si scontrano con la ritrosia e la riottosità dell’adolescenza diventano elemento fertile del film. Grezzo e confuso, però Frastuono sa instaurare un rapporto con i ragazzi e fa sentire il bisogno di espressione, la vitalità artistica che rende oggi più che mai la musica (e non solo, visto che lei ama riprendersi e montare i propri filmini) accessibile a tutti.

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E’ molto diverso il modo che Mercuriales, primo lungometraggio di Virgil Vernier, sceglie per far comunicare immagini e musica: girato in 16mm, il film vive della sua grana, dei colori sgranati e vividi che pescano in un passato mitico del cinema. E in quel passato, James Ferraro, autore di culto della musica elettronica, si tuffa, sperimentando con strumenti antichi e suoni moderni, ritmi e timbri che si dileguano come le immagini di una vecchia pellicola. Come le vite delle due seducenti protagoniste. Ecco che la musica da protagonista letterale di un film ne diventa la protagonista poetica. Che è quello che alla miglior musica in fondo chiediamo: esserci per poi sparire e lasciarci con i nostri pensieri ed emozioni.

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