Ekaterina Maximova: “Madame Niet” e la leggenda del Balletto Russo

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Ekaterina Maximova: “Madame Niet” e la leggenda del Balletto Russo

“Non importa dove ballare, l’importante è ballare”

 

L’innata ritrosia e impermeabilità a qualsiasi desiderio puramente vanaglorioso di successo è il tratto distintivo dei veri artisti.

Ekaterina Maximova (Mosca,1 febbraio 1939 – Mosca, 28 aprile 2009) grande icona del balletto russo, si guadagnò il soprannome di Madame Niet per questo suo atteggiamento semplice ed umile che la portò spesso a rifiutare varie parti importanti ed autorevoli, offerte da prestigiosi teatri nel mondo.

La mostra ci restituisce attraverso fotografie, costumi e bozzetti di scena provenienti dal Museo Statale del teatro A.A.Bakhrushin di Mosca, i momenti salienti di una vita per la danza e di una carriera contrassegnata da straordinari successi accanto al compagno di una vita, il celeberrimo danzatore Vladimir Vasilyev.

Ad accogliere i visitatori all’ingresso del Villino Corsini, adagiati come pronti ad essere nuovamente indossati, due splendidi tutù ai quali diede vita Katya questo il suo diminutivo.

Negli spazi del piccolo edificio si dipanano, attraverso materiale prevalentemente fotografico disposto in ordine cronologico-biografico, alcune istantanee della vita della danzatrice.

Se è pur vero che la fotografia non può farci apprezzare la danza, poiché la danza è ciò che accade tra una posa e l’altra, è movimento, è altresì affascinante come essa può catturare anche espressioni rivelatrici di stati d’animo celati in un breve istante, durante uno spettacolo come in un momento in sala, o dietro le quinte. Ed è questo che ci regala la mostra dove diviene evidente la trasformazione umana prima che professionale di questa grande danzatrice.

Fiore d’accaio Maximova appariva fragile, minuta e splendida nella sua giovinezza trascorsa alla scuola del Teatro Bolshoi, dove entrò alla tenera età di 10 anni.

La sua determinazione e “l’educazione interiore”, di cui parla il maestro Tarasov, la porta dopo pochi mesi a iniziare la sua carriera in scena, in piccoli ruoli in opere per bambini. Pare fu allieva difficile, ma evidentemente stimolante per i suoi insegnanti che riconobbero in lei quel guizzo quel genuino talento che porta a distinguersi a prima vista.

Dai documenti nelle teche emergono proprio i giudizi che davano di lei i suoi illustrissimi maestri in sede d’esame e dove si segnala sin da subito chiaramente questa freschezza interpretativa e forte tecnica.

E’ palpabile attraverso le immagini, come il corpo della danzatrice si raffini via via e, come il suo magico sguardo aperto di bimba assume coloriture e sfumature consapevoli e mature, ormai donna secondo il ruolo che è chiamata a ricoprire.

Ma ci sono anche i momenti di profonda stanchezza in sala prove dove i segreti della sua magia si svelano dietro ore ed ore di durissimo lavoro.

Al termine del percorso vi è fortunatamente un video che ripropone estratti dei balletti di cui fu protagonista al fianco principalmente del virile e straordinario Vasyliev.

Ed è con questa documentazione video (ahimè priva di didascalie in italiano che possano far individuare i titoli dei balletti o dei momenti televisivi a cui pure partecipò), che emergono il talento, le qualità senza connotazioni temporali della splendida danzatrice. Il suo stile moderno e senza tempo appunto fu frutto di una continua ricerca artistica, grazie alla supervisione dei maestri con i quali collaborò. Il suo stile, come anche la sua tecnica pura ed impeccabile senza sbavature, pian piano sembra distaccarsi dalla tradizione espressiva russa e si tramuta nello stile Maximova che altre grandi danzatrici seguiranno come esempio di scrittura di movimento.

“….E all’improvviso senti la musica, voli sul palcoscenico e tutto finisce. Dimentichi cosa ti fa male e quello che ti è successo. Dimentichi tutto. Sei qui sul palcoscenico!”

mostra dal 6 novembre al 18 gennaio
Casa dei Teatri – Villino Corsini – Villa Doria Pamphilji, Roma
Da martedì a domenica dalle 10 alle 17
Ingresso libero
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