Jack Savoretti e il suo rapporto con l’Italia. Intervistiamo una delle voci più cool dell’indie UK!

GLI SHEPPARD AL TUNNEL CLUB DI MILANO: ENERGIA ALLO STATO PURO
13 Novembre 2014
Vasco: nuovo tour di stadi nel 2015!
14 Novembre 2014

Jack Savoretti e il suo rapporto con l’Italia. Intervistiamo una delle voci più cool dell’indie UK!

Jack Savoretti/album house shootUn po’ Inglese un po’ Italiano, un po’ malinconico ma con tanto entusiasmo, modesto ma sicuro di sé: è Jack Savoretti, una delle voci più interessanti del panorama indie britannico. Cresciuto tra Londra e Lugano, è riuscito a catturare l’attenzione di addetti ai lavori e non con le sue canzoni ammalianti e poetiche, con la sua chitarra quasi magica e con la sua ispirazione. Il suo disco, il suo terzo disco, Before the storm, ha avuto un ottimo successo sia in Gran Bretagna (arrivando al primo posto nella classifica degli album indie) che in Europa, e Jack è stato a Roma per presentarlo all’Auditorium, in una splendida serata di musica e poesia.

Abbiamo avuto l’onore ed il piacere di parlarci poche ore prima del concerto:

Jack, sei in Italia, ti volevo chiedere primariamente che rapporto hai con l’Italia? So che nella tua formazione c’è tanta Italia ma c’è anche tanta Europa 

Si c’è quello perchè vengo qua con l’alone dello straniero, però mi sono sempre ritenuto come.. come se stessi tornando a casa. E’ un rapporto molto molto bello.

Per la tua musica invece cos’è l’Italia, è fonte d’ispirazione, specie lo stile musicale italiano? Penso poco, però, come ti ha formato la musica italiana?

Ma guarda più di quello che pensavo anch’io, perché son cresciuto in casa sempre con la musica italiana nelle orecchie, sempre collegato alla malinconia che aveva mio padre, la sua voglia di tornare a casa, vivendo a Londra, quando metteva una canzone italiana rappresentava sempre qualcosa di più. Mi è rimasta molto dentro e riesce ad essere molto importante per me, specie il fatto di raccontare sempre qualcosa in un testo.. E poi la malinconia della musica italiana me la porto sempre dietro, nei miei viaggi per esempio..

E ora parliamo un attimo del disco. Possiamo considerarlo il disco della svolta, della maturità, queste frasi fatte che lasciano un po’ il tempo che trovano, ma insomma c’è qualcosa di più in questo album?

Si, sperò che in ogni album che farò, anche nel futuro, ci sia qualche che spinga avanti, e spero anche come persona ogni anno di…

Migliorare?

Ehehe migliorare non lo so, lo spero! Di certo si cambia, e quindi perché no, maturità, imparando dagli errori.. si spera sia vero!

Senti ultima cosa: tra poche ore Auditorium, sold out, il pubblico romano.. cosa ne pensi?

Solo il nome di Roma mi trasmette emozioni rare, e mi rendo conto che è uguale per tutti in tutto il mondo, è sempre la capitale! Sarà bellissimo, spero di dare il meglio di me.

Intervista di Adalberto “Tato” Piccolo

 

Comments on Facebook
Adalberto Piccolo
Adalberto Piccolo
Responsabile editoriale, responsabile della comunicazione, responsabile social media. Ma comunque poco responsabile. "Il Mondo non è perfetto: in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko Ono".

Comments are closed.