TABÙ FESTIVAL FINISCE IN BELLEZZA CON IL TEATRO DI ISABELLA RAGONESE

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TABÙ FESTIVAL FINISCE IN BELLEZZA CON IL TEATRO DI ISABELLA RAGONESE

Ultimo giorno ricco di eventi per Tabù Festival. Si comincia alle ore 11 (presso la sala consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso) con Paola Maugeri che presenterà il suo nuovo libro “Las Vegans”, una raccolta di ricette vegane e testo di filosofia del cibo. Si prosegue con Francesco Cavalli-Sforza che dalle ore 17 (stessa location) intratterrà il pubblico con un incontro sulla “Storia della diversità umana”. Sempre alle ore 17, invece, a Milano presso il bene confiscato alla mafia di via Curtatone 12, si terrà dibattito e proiezione di “Rifiutati dalla sorte e dagli uomini”. L’evento, in collaborazione con il Festival dei Beni sequestrati alle mafie, vedrà la partecipazione degli assessori di Milano Pierfrancesco Majorino e Marco Granelli. Alle ore 18.30 (di nuovo presso la sala consiliare del Castello Visconteo) c’è l’incontro “La poesia mette a fuoco la vita” con Davide Rondoni. Gran finale presso l’ex convento dell’Annunciata di Abbiategrasso, lo spettacolo “African Requiem” alle ore 21.15 con Isabella Ragonese e Luisa Cattaneo (ingresso 7 euro).

“African Requiem” è uno spettacolo (in forma di lettura scenica) scritto e diretto da Stefano Massini e dedicato alla memoria di Ilaria Alpi, giovane reporter RAI brutalmente assassinata durante un’inchiesta a Mogadiscio in Somalia. Isabella Ragonese mette in scena un’Ilaria Alpi appena uccisa, che si desta come da un improvviso letargo e ripercorre la propria vicenda in un susseguirsi di saette di memoria. Ne nasce una carrellata di tredici frammenti, incursioni spietate nella ferita ancora sanguinante di una Somalia contraddittoria, terra di torbidi compromessi e nefandi accordi mascherati dietro l’alibi di una beffarda cooperazione. In un vortice di evocazioni e di opposti stati d’animo, fra tesissime ascese e discese vertiginose, la tela del calvario si tesse e ritesse da sola, componendo un puzzle inaudito in cui le parole di Ilaria si sdoppiano fra Isabella e Luisa Cattaneo, magari poi aprendosi in nitidi flashback dove i faccendieri hanno i sorrisi larghi di Gioele Dix, e il Sultano di Bosaaso i toni di un asettico intollerabile Gianmarco Tognazzi. Nel ventesimo anniversario dell’omicidio di Ilaria Alpi a Mogadiscio (1994-2014), Stefano Massini conclude il suo progetto drammaturgico intorno alla giornalista del Tg3: un percorso teatrale affidato alle voci di tre grandi interpreti che si sono susseguite nel tempo: prima Ottavia Piccolo, quindi Lucilla Morlacchi e infine Isabella Ragonese. Un recital di luci e ombre, dove una partitura di voci si amalgama continuamente alla musica.

 

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