WEEKEND RICCO DI EVENTI AL TABÙ FESTIVAL: DA NON PERDERE JONIS BASCIR

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WEEKEND RICCO DI EVENTI AL TABÙ FESTIVAL: DA NON PERDERE JONIS BASCIR

È iniziato il ricco weekend di eventi del Tabù Festival. Oggi, sabato 8 novembre, presso la sala consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso, si terranno importanti incontri con personalità della cultura italiana e internazionale. Il primo appuntamento è alle ore 17 con Elena Seishin Viviani, maestro zen e rappresentante dell’Unione Buddhista Italiana presso il “Comitato Interfedi” del Comune di Torino. A seguire, alle ore 18.30, la filosofa Roberta De Monticelli approfondirà davanti al pubblico alcuni dei temi al centro del suo lavoro: la persona, l’individuo, il libero arbitrio e quindi anche la diversità, il coraggio di essere se stessi come carattere fondamentale dell’essere umani. Entrambi questi eventi sono ad ingresso gratuito.
A concludere la serata del Tabù Festival sarà l’attore Jonis Bascir che alle ore 21.15 presso i sotterranei del Castello Visconteo metterà in scena il monologo “Beige – L’importanza di essere diverso” (ingresso 7 euro). Nato da padre somalo e madre italiana, Jonis Bascir è attore, musicista, personaggio televisivo, diventato famoso grazie all’omonimo personaggio della serie televisiva “Un medico in famiglia”. “Beige” è il suo primo monologo teatrale, per cui ha composto anche la colonna sonora.
Racconta Bascir: «Beige è il frutto di tanti anni di riflessioni sulla mia diversità, un romano mulatto. Lo spettacolo raccoglie, in chiave umoristica e non, gli aneddoti e i paradossi del fatto di avere un colore di pelle imprecisato. Ne esce un quadro divertente e assurdo dove, per mia fortuna, la mia diversità ne esce vincente; ed è proprio questo il motivo del sottotitolo. La mia è una forte necessità e volontà di sottolineare come sia importante e stimolante essere diversi, quindi unici. L’unicità come ricchezza. Nello stesso tempo è un’ottima occasione per riflettere sull’inconsapevole razzismo dilagante. Musica e canzoni mi accompagneranno fedelmente per giocare con un pubblico sicuramente “multicolor”. Il tutto è impreziosito dalla regia del prolifico e bravo Ettore Bassi»

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