#MEDIMEX CONTINUA: E’ LA VOLTA DEI FABRYKA

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#MEDIMEX CONTINUA: E’ LA VOLTA DEI FABRYKA

 

 

I Fabryka sono la dimostrazione di come ci siano ancora giovani realtà musicali dotate di una forte caratterizzazione e su cui poter puntare. Sono la conferma di come la Puglia resti ancora una fucina di talenti in grado di creare suoni e atmosfere originali al passo con la modernità, vera delizia per chi assiste ad un loro live. Sono l’ esempio lampante di come le doti combinate con l’ impegno possano ancora produrre ottimi risultati. I Fabryka, prodotti dalla Faro Records, sono una band barese composta da Tiziana Felle (voce), Stefano Milella (batteria acustica/elettronica), Raffaele Stellacci (pianoforte e synth), Agostino Scaranello (basso e chitarra) e Alessandro Semisa (chitarra elettrica). Empatici e coinvolgenti, hanno calcato importanti palchi nazionali ed internazionali: dallo Sziget Reeperbahn al Neapolis Festival, dal Concertone del Primo Maggio (nella cui cornice hanno suonato nel 2012) al Reeperbahn Festival. Ospiti della IV edizione del Medimex, abbiamo avuto l’ occasione di poter ascoltare in merito ai loro progetti, passati e futuri, la magnetica e carismatica voce di Tiziana Felle.

Ti va di parlarci di come sia nato il progetto discografico “Fabryka”?

Il progetto è nato un po’ di anni fa, era il 2005/2006. È nato come un duo, un duo di musica elettronica, tra il pop e l’ elettronica, indietronic. E noi comunque sperimentavamo, abbiamo confezionato due-tre pezzi che legassero un po’ la parte acustica e un po’ la parte elettronica. Eravamo io e Stefano Milella, il batterista. Con Nicola Conte, altra eccellenza pugliese, parlavamo di quanti musicisti scelgano di restare nella propria terra e da qui cercare di affermarsi sul panorama mondiale.

Voi quali difficoltà avete incontrato nel farvi conoscere al grande pubblico?

Il lavoro è stato fatto qui. Di base siamo stati sempre qua, non ci siamo mai spostati. Però abbiamo cercato di concorrere, ovviamente nella prima fase ci sono i concorsi. Quindi facemmo l’ MTV, New Generation, ci furono varie cose a cui partecipammo, all’ Elettrowave… questo nella prima fase. Un po’ volevamo uscire, l’ idea era quella di rimanere qui, senza però rimanere bloccati.

Di aprirvi?

Sì di aprirci, ma anche a livello di ascolti: ascoltare veramente tanto in maniera da poter attingere dalle altre culture per avere un bagaglio culturale più dissimile.

Avete “in cantiere” un nuovo progetto, puoi anticiparci qualcosa?

Il disco è uscito l’ anno scorso. Abbiamo già realizzato alcuni brani nuovi. L’ idea è sempre quella di una ricerca. Il fatto che si ascoltino dei dischi, quello che c’è intorno. Questo è il processo, più o meno: c’è sempre un filo conduttore che era legato un po’ a questa passione che avevamo per la musica new folk, che proveniva dal Canada, comunque varie influenze. Ora stiamo un po’

definendo varie cose anche puntando un po’ al ballabile che forse ci mancava. Non so ancora cosa

uscirà nell’ insieme però quel che sta venendo fuori ci piace! Ha un che di retrò anni ’90 però anche

un po’ di elettronico, insomma vedremo!

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