Seconda Preparazione alla Farfalla

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Seconda Preparazione alla Farfalla

Se scrivi (o vivi di qualsiasi diverso espediente), non hai tocchi di privilegiata weltanschauung…almeno se scrivi davvero…tutt’altro, probabilmente te la sei proprio spassata nel tuo involucro precedente…e l’aspetto più comico è che, mentre tu inseguirai, nel condannato esprimerti, una sorta di equilibrio, chi elabora produce plasma merda ingrasserà, sputandoti addosso la gaseiforme esternazione del suo ultimo paté bagnato di champagne…verrà ascoltato…avrà tutto quello per cui ti accanisci testardo…creare per sé è un romantico velo dietro cui si cela una malattia…snervante crampo d’anima…e ti curi incessantemente, giorno dopo giorno…in realtà ogni autore, ogni autore vero, scrive un solo libro nella sua vita…ogni regista, ogni regista vero, ha una sola visione…ogni combattente, ogni combattente vero, affronta continuamente lo stesso identico avversario…il problema è che nell’arte vi è arroganza…un’arroganza tremenda…soprattutto quando la denudi di stili e rime…e se per caso hai i giusti agganci, troverai milioni di copie che ti ascolteranno sul tuo foderato lettino, mentre confezioni cazzate intrise di paturnie, che butti su di loro come un peso…e pagano anche…e non dirmi che vuoi essere ascoltato…le tue verità rimarranno solo tue…il tuo bimbo…beh, sarà sempre e solo tuo…grazie di contribuire a questa entropia di tendenze suicide…un riflettore…per poi scomparire dietro a quella giovane promessa che, montandosi con un titolo mistico e violentatore, ti ha scavalcato…ma tranquillo, c’è pure di peggio…il punto è che stare bene, stare bene qui, è la nemesi dell’espressione…

e sì, si vuole una stasi, ma con un superiore grado di conoscenza…i più grandi capolavori non sono che bollettini medici, verso l’assoluta indipendenza dallo scrivere…eccezionale…si dormirebbe a scuola senza le sofferenze altrui…l’accontentarsi sfiora variegate degradazioni…quando poi si conia il grido di una generazione, il gioco è portentosamente fatto…ti arrendi…probabilmente è meglio così…e poi questa noia…dopotutto…è meravigliosa…i sottomoduli scintillano nella sfarzosità dei particolari…la gloria nasce nella non accettazione, nella lunaticità di incessanti mestruazioni…la gloria si perpetua nell’accondiscendenza…o nella morte…ridiamo il mondo ai mondani, regalati un Prozac per fulminare la fantasia le cui strilla ti tolgono il sonno!…il blues è il donatore naturale…rock che, al di là di……epic metal……third wave…………………brit pop………………………………………2 tone………………mento…………………calypso………………glamour rock……………………soul……………, è il sottofondo della nostra epoca…varie ed eventuali manifestazioni di cultura…di blues notes affogate nella malinconia -perché nell’ottimismo troviamo inevitabile la giustizia del decadentismo- si cadenzano i patriarchi…il jazz è malata divagazione, reclusa per scelta…ontologicamente inattuabile…su di giri perché non sappiamo accettare lo stare al mondo…sensazione di soffocante urticante prigionia…in un chiosco una ragazza, non bella ma con una fragile grazia, fa la spesa, mentre un mendicante scherza, timido, con una logorroica cassiera…ti senti pure di troppo…poi tre medio-adolescenti passano, insudiciando di parole l’angolo di strada un battito di ciglia sospeso…non servono per forza disgrazie, sono attimi in cui nel semplice qui trasudi impotenza…aspiri ad agire…se possibile…non è piacevole…un Bach contemporaneo è pura asincronia storica, e già il vecchio Beethoven aveva i suoi problemi…il dilemma è tra autolesiva e vuota sincerità, o celibe divagazione…se non si sprecasse tempo…

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Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

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