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ESCLUSIVA – INTERvista con Dylan Dog

Valerio Di Benedetto – Vittima degli Eventi

valerio-di-benedetto-aka-dylan-dogIn questi giorni, dopo la presentazione ufficiale al Festival Internazionale del Film di Roma e la messa on line del film il 2 novembre (distribuito sul canale youtube dei The Jackall), non si parla che di “Vittima degli Eventi” il fan movie ispirato a Dylan Dog, e dei suoi protagonisti (Claudio Di Biagio, Luca Vecchi e Valerio Di Benedetto). Progetto assai chiacchierato, giudicato, acclamato, che ha smosso la rete in tutte le sue molteplici sfaccettature, visto poi che proprio dalla rete nasce. Realizzato grazie al crowdfunding, metodo innovativo per la raccolta fondi attraverso donazioni di chi aderisce alla realizzazione del progetto, “Vittima degli Eventi” è stato girato in soli 12 giorni coinvolgendo diverse professionalità nostrane e raccogliendo critiche e consensi. Oscar Wilde diceva: “Bene o male, purché se ne parli”. In questo il team del fan movie dell’indagatore dell’incubo, sembra non avere rivali.

 

Incontro Valerio Di Benedetto in un famoso bar di Via Ostiense in una mattinata assonnata di un mercoledì romano, registriamo la piacevole chiacchierata in quelle quattro mura non curanti del chiasso attorno a noi, almeno fino ad oggi. Quando sono andata a trascrivere l’audio su un foglio word, mi è parso ironico constatare come avrei potuto inserire nell’intervista tutte le ordinazioni dei clienti presenti. A quanto pare c’era una grande urgenza di caffè.

 

valerio-di-benedetto-in-vittima-degli-eventiValerio è un ragazzo che parla chiaro, diretto, fenomeno di un altro film low budget che si è espanso grazie al passa parola “Spaghetti Story”, non ha peli sulla lingua neanche quando dichiara: “Non accetto critiche che non siano di gusto, non puoi sostenere che non c’è stato del lavoro, la passione e una grande umiltà nell’approccio a questo progetto. Ci sono delle pecche, lo sappiamo, e di sicuro non le usiamo come giustificazioni.”

Laureato in Scienze Motorie con 110 e lode, approda al mondo dell’arte grazie al padre, che gli segnalò un corso teatrale gratuito, da quell’esperienza ha capito che non esisteva nulla di più bello per lui e ha deciso che non avrebbe più smesso.

 

 

Come sei stato coinvolto nella lavorazione di “Vittima degli eventi”?

L’idea è nata sul set di “Freaks!2”, (la serie del regista del fan movie Claudio Di Biagio), Claudio ha notato una mia ipotetica somiglianza con il Dylan Dog disegnato da Corrado Roi, quello al quale ci siamo ispirati, abbiamo rilanciato l’idea a Luca Vecchi che da sempre usa come cavallo di battaglia il suo costume di Graucho per carnevale. Subito dopo in meno di un mese e mezzo c’era la sceneggiatura pronta.

 

Come ti sei preparato per un personaggio importante come quello di Dylan?

Ho letto ininterrottamente Dylan Dog per 7 mesi, per  capire che cos’era quello che usciva dal fumetto e inserire altri livelli su quello che poi la sceneggiatura richiedeva.

 

Come rispondi alle critiche sul progetto e su alcune sfumature di Dylan?

In molti non hanno capito cosa sia la mancanza di budget. Questa non riguarda solo le persone che non vengono pagate, ma incide fortemente sulle tempistiche di realizzazione. Il vero e primario problema è il tempo. Noi abbiamo girato in 12 giorni, il che ovviamente comporta dei ritmi e delle dinamiche che normalmente non vivresti. Non sto parlando di ansia da prestazione, ma delle sfumature che ci sono state contestualizzate. Come i suoni di una calata romana che a tratti si percepisce nel personaggio di Dylan. Ovviamente si mirava alla pulizia più totale del personaggio, quando ci siamo accorti di questi suoni io e Claudio ci siamo confrontati e lui ha deciso che eventuali rimandi sarebbero andati bene, un po’ per caratterizzarlo, un po’ perché il tutto è “rebootato” a Roma. Il che potrebbe essere visto un limite, di certo se avessimo potuto girare con più tempo e meno urgenza avremmo potuto dedicare un approccio alle scene diverse, cambiarne la velocità, a volte rigirarle. Nel momento in cui tu hai la disponibilità di una location per mezza giornata devi concentrare tutto nel tempo a disposizione.scena-con-valerio-di-benedetto

 

 

I limiti e i punti di forza di un progetto come questo.

Uno dei punti di forza può essere stata la libertà di azione. Credo che “Vittima degli Eventi”, come “Spaghetti Story” o i “The Pills” che arrivano su Italia 1 dal nulla, vadano visti come veri e propri “Cavalli di Troia” del sistema. Sono progetti che prima di tutto, andrebbero appoggiati per il loro valore e ciò che rappresentano, non snocciolare ogni loro sfumatura e criticarla. La vera vittoria è averli realizzati. C’è una nuova tendenza nella quale si criticano tutti, ed è giusto, siamo soggetti e sindacabili di giudizio più degli altri per il mestiere che ci siamo scelti, va messo in conto, come va considerato il fatto che nel momento in cui si decide di realizzare qualcosa si sposa una posizione, nella vita, nell’arte e in un personaggio. Il tutto può essere appoggiato oppure no, io rifarei tutto, sono davvero soddisfatto del lavoro fatto insieme, con i nostri mezzi e con il tempo a disposizione.  Però non accetto critiche che non siano di gusto, non puoi sostenere che non c’è stato del lavoro, la passione e una grande umiltà nell’approccio a questo progetto. Ci sono delle pecche, lo sappiamo, e di sicuro non le usiamo come giustificazioni.

 

Un set di grandi professionisti, come avete convissuto tutti insieme con ritmi forzati?

Caludio è stato un grande collante, ha saputo gestire il clima sul set mantenendo un grande equilibrio. C’è stata una forte intesa fra ogni professionalità partecipe che ha sposato la causa. Nessuno è uscito mai dagli schemi, si è lavorato in grande parità e serenità. Il rispetto fra persone è fondamentale per avere un buon lavoro e per fortuna noi abbiamo avuto un set invidiabile da questo punto di vista.

 

Visto che tutto è stato low budget, tu indossi sempre la stessa camicia e la stessa giacca?

Sono un uomo molto fortunato, avevo ben 3 camice rosse a mia disposizione!6_jpg_351x0_crop_q85

 

Sogni nel cassetto?

Che sogni sarebbero se restassero nel cassetto? Mi piacerebbe continuare a Vivere facendo questo mestiere.

Progetti futuri?

Una serie di pillole con Luca Di Giovanni e una serie con Fabio Gomiero sul basket che vedrà la regia di Claudio Di Biagio. Per quest’ultima stiamo cercando una produzione di appoggio per racimolare i famosi fondi. Poi c’è il teatro, la mia prima passione, che porto sempre avanti, a marzo sarò in scena con un monologo tratto da Cuore di Tenebra di Joseph Conrad.

 

 

 

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