AL TABÙ FESTIVAL C’È GIORGIA WURTH.

TABÙ FESTIVAL, ALLA SCOPERTA DELLE DIVERSITÀ CON MUSICA E PAROLE
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AL TABÙ FESTIVAL C’È GIORGIA WURTH.

Quarta giornata ricca di eventi al Tabù Festival. Domenica 2 novembre presso la sala consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso ci saranno infatti incontri con Giorgia Wurth, che presenterà il suo nuovo libro “L’accarezzatrice” (ore 11 ingresso libero), Luca Doninelli con “Fa’ che questa strada non finisca mai” (ore 17 ingresso libero) e Dodi Conti che salirà sul palco con l’attrice Paola Mammini per lo spettacolo “Bevabbè” (ore 21.15 ingresso 7 euro). Nel mezzo, alle ore 18.30 presso Villa Negri di Cassinetta di Lugagnano, si potrà assistere alla presentazione in musica del libro “In via del Campo nascono i fiori” scritto da Rossella Bianchi. Sicuramente l’ospite più atteso della quarta giornata del Tabù Festival è Giorgia Wurth, attrice tv conosciuta per “Le tre rose di Eva” e altre fiction, ma anche scrittrice al suo secondo libro. Dopo “Tutta da rifare”, storia di una ragazza ossessionata dal corpo perfetto e dalla chirurgia estetica, ecco l’ambizioso romanzo “L’accarezzatrice” che affronta il delicato tema dell’assistenza sessuale ai disabili. L’argomento di questo romanzo è perfetto per il Tabù Festival che è nato proprio allo scopo di affrontare temi delicati troppo spesso taciuti. “L’accarezzatrice”, in particolare, racconta la storia di Gioia un’infermiera che va a lavorare in Svizzera per una donna malata di sclerosi multipla che cerca per il suo amatissimo marito, anch’egli gravemente invalido, un’assistente sessuale.

Molte persone portatrici di handicap sono private della possibilità di sperimentare il piacere fisico o semplicemente un contatto corporeo diverso da quello medicalizzato. Sono private dell’esperienza dell’empatia e dell’emozione di una carezza, con esiti psicologici spesso devastanti. In Svizzera e in diversi Paesi del Nord Europa la figura degli “assistenti sessuali” – dotati di una formazione medica e psicologica – è prevista dalla legge. Non in Italia, dove un moralismo diffuso finisce per lasciare sulle spalle delle famiglie la gestione di queste esperienze, fondamentali per dare dignità alla vita. Giorgia Wurth illumina con coraggio esistenze difficili, tocca il nervo scoperto di tante nostre paure, prova con semplicità e con forza a immaginare un futuro più umano per tutti noi.

 

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