Due volte delta | Elisabetta Sgarbi

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Due volte delta | Elisabetta Sgarbi

Il Po, con Elisabetta Sgarbi, è “Due volte Delta” – #RomaFF9

elisabetta due volte delta scena

Se la genialità è dei semplici è vero allora che al direttore editoriale della Bompiani non ha affascinato un luogo esotico e lontano, effetti speciali da maestri americani, la storia vincente scelta tra i suoi libri più venduti, ma si è voltata a quando era bambina e, con quegli occhi ha voluto presentare come un divo, un protagonista della sua vita, quello che si è sempre portata dentro, quello che lungo le rive l’ha vista nascere, crescere col fratello Vittorio, rincorrersi magari con lui, guardarne il tramonto da ragazza e sognare da giovanissima il futuro carico di bei progetti. Elisabetta Sgarbi ha tirato fuori il suo “Po” che aveva dentro da tanto, per distribuirlo in pellicola e viverlo col proprio pubblico in Due volte delta. Una fortuna aver vissuto lungo il fiume, una sfortuna invece per chi vive su un lago dirà nel finale il critico d’arte. Parli di Po e capisci che è uno di famiglia, che oggi si è voluto presentare agli amici. Magari ne avete sentito parlare, bè, oggi ve lo presento proprio, per come è, sembra dire elisabettasgarbi.it (sceneggiatura, regia e montaggio) la vita che accoglie silenziosamente, il lavoro nascosto che avviene “fra uomini”, la quiete del mattino o il grande silenzio che si presenta a sera.
Il nuovo lavoro esalta la bellezza del fiume in due parti: “Per soli uomini” e “Il pesce siluro è innocente” in collaborazione con Rai Cinema, girato nella forma di un documentario, i protagonisti sono colti in “real time” senza finzioni né artifici, nessuna parte concordata né gestualità predefinite, tutto nella più assoluta spontaneità, il lavoro, la cena, le uscite notturne per le anguille, nella seconda parte (con la voce di Michela Cescon) la raccolta di vongole e cozze di Diego e Sonia, che prima di mettersi al lavoro esegue come un rituale il tempo lungo e paziente della vestizione, tute su tute per isolare acqua e freddo.

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Presentata al Festival Internazionale del Film di Roma, la pellicola ha visto la proiezione ufficiale (23 ottobre) con il cast al completo, la regista Sgarbi (da 15 anni ideatrice tra l’altro ed organizzatrice de la Milanesiana) ed Eugenio Lio (soggetto e sceneggiatura). Erano presenti pure Franco Battiato, che del film ha curato le musiche e Vittorio Sgarbi (voce narrante finale). A Fourzine, in esclusiva, il direttore editoriale Bompiani, alla nostra domanda su quando uscirà il libro di Francesco Messina su Battiato ci ha risposto il 5 novembre prossimo. Manca poco.
Due volte Delta per tornare nel film è una trilogia sugli uomini dell’estremo Delta del fiume Po. Troviamo nel primo episodio, a Maistra, in località Ca’ Pisani, Gabriele (il capo), Claudio (Sgalambra) e Giorgio (Bertinotti). Non si inganni il vostro immaginario per l’espressione “Per soli uomini”, è il glamour e humor che vive nell’editor Bompiani che all’Auditorium ha pure svelato che l’unica figura femminile fosse la “micia” che si vede girare fra gli uomini ed i pesci. Lei, Betty Wrong-Sgarbi-direttore-regista è una bellezza mora nobilmente galante, ha sempre il pregio di creare per poi nascondersi. Non dimentica nessuno nei titoli di coda fosse pure chi le ha passato un semplice cenno storico, non se ne assume la titolarità ma subito rende a Cesare quel che è di Cesare con i dovuti ringraziamenti. Valorizza i talenti come il fiume rende merito a chi vi lavora e se i pesci diminuiscono non è colpa del Po ma dell’inquinamento provocato dall’uomo. Nel lavoro si fa chiaro cenno pure all’acqua marcia, alle specie estintesi, a come è cambiata in peggio la pesca, più dura e con minori risultati. La fotografia è di Andrès Arce Maldonado ed Elio Bisignani che ha risposto ad un giornalista “è difficile fare una brutta fotografia quando hai davanti il Po!” Per amare l’ultimo film di Elisabetta Sgarbi occorre avere due doni: amare la natura e guardare il mondo con gli occhi teneri di un bambino quelli carichi di stupore con i quali una donna perbene come la Sgarbi ancora oggi guarda al mondo. L’ultima parte della trilogia sul tema si intitolerà: “Il pesce rosso dov’è?”

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