#romaeuropa2014: “Usually beauty fails” di Frédérick Gravel al Teatro Eliseo

Guardiani della Galassia
26 Ottobre 2014
Corrado Tedeschi ed Ettore Bassi vi faranno cadere nella “Trappola Mortale” – Sala Umberto (fino al 9 novembre)
27 Ottobre 2014

#romaeuropa2014: “Usually beauty fails” di Frédérick Gravel al Teatro Eliseo

Nel tempo dell’immagine e della pubblicità, il bello trionfa beffardo su tutte le storture del mondo. Esposta e sfacciata, negata e ritrovata, la bellezza di Frédérick Gravel dissimulerà il proprio potere rivelandosi infine ingannevole e pericolosa tra le umane debolezze. Attraverso l’ironia di un’espressione al contrario, la fallibile beauty del coreografo, regista, cantante della nuova scena canadese, si ribalta nel proprio opposto, lasciandoci disarmati in uno stato di altalenante incertezza tra esteriorità e pudore, interiorità e desiderio. Eppure resterà bellezza, la bellezza che fallisce e rimarrà il segreto di un dominio infallibile, il sublime esercizio della sua natura su un’intelligenza in grado di misurarne l’impero.

Viaggio intenso in un’esteriorità che lentamente si disarticola e scioglie in sentimento, il racconto di Usually beauty fails (in scena il 18 e 19 ottobre al Teatro Eliseo per il Romaeuropa Festival 2014) segue l’evoluzione del gesto coreografico dei sei bravi danzatori della compagnia (tre uomini e tre donne in scena con tre musicisti tra i quali lo stesso multitalentuoso Gravel). Il movimento interrotto e meccanico dei primi quadri trasformerà i ballerini in fotogrammi distorti di un video in rewind di cui continueremo ad immaginare il finale mentre uomini e donne si lasceranno a turno risucchiare da un fondale oscuro come il destino di un moto senza fine.

Nell’esplosione di metà concerto, nudità sfrontate promettono lascivia e divertimento sfrenato in una contemporaneità patinata e commerciale fatta di cartelloni pubblicitari e video pop, tra le urla di un’esasperazione imprigionata in un prodotto ormai muto. Ritroveremo altrove la bellezza dimenticata tra immagini sempre uguali e riproducibili all’infinito; la ritroveremo nelle crepe sui muri della comunicazione tra un uomo e una donna che sveleranno le proprie debolezze ispezionando reciprocamente i corpi nudi e sinceri dell’inibizione amorosa: bellezza innocente della scoperta dell’altro che da meccanica imitazione di consuetudini sensuali si trasformerà in dolce tentativo di scambio emotivo di disarmante candore.

Ed è la vulnerabilità ironicamente evocata da Gravel nell’introduzione di una ballata romantica tra coreografie di gruppo e luci soffuse a sciogliere il nodo di una trama apparentemente leggera che si rivela invece elaborata al punto da condurci inconsapevoli verso un finale amaro e dolce: un desolante luogo dei contatti che omaggia Bausch e lascia senza fiato. Diventerà per noi impenetrabile la quarta parete di quel palcoscenico che sembrava in principio accoglierci come in un concerto pop tra ballerini ammiccanti e frasi da idolo musicale; si consumerà in privato l’ennesimo brindisi tra le coppie ben vestite di un party per pochi, mentre un uomo e una donna danzano un passo a due senza fine fatto di slancio e sconfitta, contatto e frustrazione, amore e paura, fiducia e abbandono.

Bellezza, fallimento. E poi di nuovo bellezza.

Applausi calorosi per la compagnia canadese dal pubblico dell’Eliseo; nuovo successo per un’edizione quanto mai vincente del Romaeuropa che, ad un mese esatto dall’apertura, continua a riempire le platee della capitale grazie ad un ricco programma di danza contemporanea (forse meno coraggioso rispetto alle edizioni precedenti con l’investimento in nomi noti e certi come Akram Khan, Hofesh Shechter e Dada Masilo, ma certamente interessante per l’introduzione di nuovi spunti in eventi artistici collaterali e soprattutto per la presentazione di progetti coreografici innovativi come quello dello stesso Gravel, Serge Kakudji e DNA).

Scheda spettacolo: “Usually beauty fails” di Frédérick Gravel – REF 2014

Comments on Facebook

Comments are closed.