L’ ANEMA & LO CORE RAIZ & FAUSTO MESOLELLA in “DAGO RED” FOURZINE conversa con loro

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L’ ANEMA & LO CORE RAIZ & FAUSTO MESOLELLA in “DAGO RED” FOURZINE conversa con loro

Mercoledì 29 si esibiranno presso l’ Auditorium Parco della Musica di Roma accompagnati dalla musicista Rita Marcotulli al pianoforte e dall’ attore Marco D’ Amore che interverrà con momenti

teatrali. Loro sono la voce storica degli Almamegretta Raiz e l’ inconfondibile chitarra di Fausto Mesolella. Una collaborazione artistica nata proprio sotto l’ egida della Marcotulli qualche anno fa

e che li ha visti realizzare insieme dapprima il progetto “WOPS” e in questo 2014 l’ album “Dago Red”. Due eclettiche personalità che condividono una comune anima partenopea e una stessa

passione per alcuni grandi classici del rock, del blues, ma anche del reggae. Ascoltare “Dago Red” vuol dire affidarsi alle note delle corde della chitarra di Mesolella e all’ intensità delle doti

interpretative di Raiz per lasciarsi condurre in un viaggio musicale ed emotivo attraverso anime diverse tra loro ma in armoniosa comunione. L’ effetto è a tratti straniante: vi si può incontrare la

chitarra di Hendrix che accompagna il canto de “O Surdato ‘Nnamurato” mentre George Harrison invoca la pace in “Give Me Love”, la “Carmela” di Bruni che pare somigliare nella sua ritrosia alla

donna a cui Leonard Cohen dedica il suo canto d’ amore in “I’m Your Man” e l’ emigrante di Libero Bovio trasformare le sue lacrime nello sfogo urlato con grinta dall’ “Immigrant Punk” dei Gogol

Bordello. Il risultato è un album originale e dotato di anima. Un disco che dimostra quanto le differenze non siano un limite ma una possibilità di crescita se vissute all’ insegna di un incontro

anziché di uno scontro. Noi di Fourzine abbiamo scambiato due battute con loro su “Dago Red” e sulla loro Musica.

 

(A Raiz) C’ è un aspetto, in particolare, che Le appartenga in cui riconosce la Sua identità partenopea? E quale aspetto ha raccolto, invece, dalle culture diverse con cui è entrato a

contatto durante il Suo percorso?

Mi ritengo un essere abbastanza “spugnoso” nel senso che mi piace mantenere tutte le porte aperte e la mia identità napoletana non fa altro che accrescere questa cosa. Con questo tipo di mentalità affronto le

cose, sia la Musica che la Vita in generale. Mi sento “un po’ tutto”. Di partenopeo ho conservato chiaramente anche la lingua, però la uso spesso più per confrontarla con altre. Il Napoletano è una lingua

molto duttile quindi si sposa molto bene con l’ inglese e con altri mondi espressivi, la uso molto anche per quello. C’ è poco campanilismo nel mio parlare napoletano. La questione è che lo vedo come una specie di

lingua comune, come una specie di dialetto comune: è una lingua che va d’ accordo con tante altre e con tanti altri moduli espressivi quindi è divertente.

(A Mesolella) Le rivolgo la stessa domanda, per quanto La riguarda?

La risposta è data dall’ ascolto del disco stesso: è partenopeo ma è influenzato da altre contaminazioni. Storicamente sono stati proprio i partenopei a dar vita alla contaminazione delle arti, della musica e della

cultura perché una città come Napoli ha avuto la possibilità del confronto da quando è nata. Per questo da ragazzo ero influenzato da tutto quello che mi arrivava e che ho poi trasferito.

Avete affermato che i brani contenuti in “Dago Red” siano nati in maniera molto naturale. Tra questi c’è qualcuno che più degli altri che vi ha divertito realizzare?

(Raiz) Mi piacciono tutti. Ci sono certi legati alla sfera sentimentale, altri alla sfera dell’ improvvisazione. Mi ha particolarmente divertito fare l’ unica canzone non napoletana: “Arrivederci Roma”. Del pezzo originale

di Rascel abbiamo trovato una cover in inglese fatta da Dean Martin e l’ abbiamo messa sul disco. È molto divertente perché io addirittura faccio l’ imitazione di Dean Martin, è quasi volutamente una

scimmiottatura, una cosa che nasce dalla profonda ammirazione per questo cantante. E quello è l’ episodio che mi ha divertito di più, forse.

(Mesolella) Mi ha divertito realizzare tutti i brani. Sono tutti ideali per me. È un disco molto passionale.

(A Mesolella) Durante il concerto di Mercoledì prossimo sarete accompagnati da Rita Marcotulli e Marco D’ Amore. Può anticiparmi qualcosa su che tipo di spettacolo aspettarci?

Rita Marcotulli è la madrina di questo progetto perché io e Raiz ci conoscevamo ma artisticamente abbiamo condiviso per la prima volta il palco insieme in uno spettacolo di Rita Marcotulli che era un concerto

dedicato ai Pink Floyd. Lì è nato “Dago Red”, per la prima volta abbiamo detto “perché non facciamo delle cose insieme?”. Esattamente sul palco di Rita Marcotulli. Quindi lei, in quanto madrina, farà quello che

vorrà sul palco. Nel disco ha partecipato al brano “Ipocrisia” lasciandoci questa perla col suo pianoforte, però Mercoledì sicuramente farà degli altri interventi che stabiliremo un po’ a tema di improvvisazione.

Marco D’ Amore è invece un nostro amico acquisito col quale stiamo legando e col quale stiamo anche pensando ad un progetto futuro che abbia a che fare col teatro.

(A Raiz) Se potesse cantare uno dei brani rielaborati in “Dago Red” con i relativi artisti con chi le piacerebbe esibirsi dal vivo? (Chiaramente glielo chiedo a prescindere che si tratti di interpreti del

passato o presenti).

Forse con Sergio Bruni in “Carmela” però sarei talmente emozionato che non riuscirei a dire neanche una parola e la farei cantare tutta a lui.

(A Mesolella) L’ anno prossimo festeggerà i Suoi 50 anni di carriera accompagnato dalla Sua chitarra. C’ è stato un artista in particolare che ha rappresentato per Lei un modello a cui ispirarsi durante la Sua

formazione?

Io penso che uno per suonare uno strumento, nel mio caso la chitarra, deve assolutamente rimanere influenzato da tutti gli artisti che attraversa. Posso dire tranquillamente che c’è una componente di liscio nel

mio stile di suonare che è fortissima come c’è una componente rock, una componente blues, una componente flamenco quindi dire chi ha più influenzato no. Tutto. Il futuro di uno strumento nelle mani di

un artista è esattamente quello di saper leggere le cose che succedono intorno ed essere “ladro” delle situazioni. Poi delle cose, magari, ti rimangono di più delle cose di meno. Hendrix mi ha attraversato. È il più

grande genio della chitarra. Per cui c’è tanto Hendrix in me e c’è anche nel disco “Dago Red”.

(A Mesolella) Da ragazzo, per arricchire la Sua formazione, ha di frequente suonato a feste da ballo e feste di piazza. Ne ha parlato come di occasioni per Lei costruttive. Che opinione ha del contesto musicale

italiano contingente? Sembra che ormai si voglia accelerare la formazione/costruzione di un artista lanciandolo subito sul mercato come un prodotto “apparentemente finito”. Lei che ne pensa?

Si impara mettendosi direttamente a suonare: feste di piazza, battesimi, cresime, prime comunioni e matrimoni. Io sono completamente autodidatta. Mi sono formato così e “Dio sia lodato!”. Penso che la

rovina della musica siano i talent. Una frase secca e decisa. Dopo 50 anni di chitarra lo posso dire. Io sono molto arrabbiato con colleghi che giudicano, perché gli artisti non devono essere giudicati ma ascoltati. La

rovina della Musica sono i talent e le radio, senza di loro la Musica potrà rinascere. Ci sarà un nuovo rinascimento nel momento in cui si sarà fatto da parte chi ha occupato questo territorio perché il territorio

della Musica è stato occupato da persone che non hanno niente a che vedere con l’ Arte. L’ hanno gestita con il potere economico che poi è andato a danno dell’ Arte stessa. Perciò dico “andate a suonare nei

matrimoni, nelle feste di piazza. Lasciate stare i talent. Lì vi formerete e saprete se siete qualcuno”.

 

Per maggiori info sui due artisti, consultare i link:

www.faustomesolella.it

www.facebook.com/pages/RAIZ-Official-Page/331597325947

www.listicket.com/ticketing/acquisto/…/Raiz-Mesolella-Dago-Red

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