Guardiani della Galassia

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Crescere da soli non è facile, in particolare se non hai mai conosciuto tuo padre e hai perso da poco tua madre, figurati poi se non ti danno neanche il tempo di elaborare il lutto che ti rapiscono e ti portano in giro nello spazio minacciando di mangiarti… Come minimo diventi un poco di buono… E in effetti è questo che succede a Peter Quill (Chris Pratt), membro dei pirati spaziali Ravagers e a suo dire noto nella galassia anche come “Star Lord”… Questa bizzarra premessa rappresenta l’incipit di uno dei migliori film prodotti da Marvel Studios,  nato come adattamento, con non poche variazioni, de I Guardiani della Galassia.

Una serie di vicissitudini che non staremo qui a raccontarvi unisce 5 dei peggiori soggetti dell’universo conosciuto in un team che,  nel tentativo di diventare smodatamente ricco,  si ritroverà a vestire gli improbabili panni di eroi contro la minaccia rappresentata dal fanatico Ronan e soprattutto dal di lui mandante,  Thanos.  Abbiamo dunque,  insieme a Quill, Gamora (Zoe Saldana), letale quanto affascinante assassina rinnegata, figlia adottiva di Thanos e inizialmente alleata di Ronan,  Drax (Batista) grande,  grosso,  cattivo,  ma dotato di un impeccabile eloquio,  e soprattutto Rocket e Groot, bizzarra copia composta da un procione geneticamente – e non solo – molto modificato e un albero semovente, sensibile quanto pasticcione. La varietà di specie e caratteri che contraddistingue questo quintetto garantisce non pochi (divertentissimi) problemi iniziali di adattamento degli uni agli altri, ma porterà anche alla costituzione di un saldo rapporto di amicizia, di cui ognuno di loro dimostrerà di aver sempre avuto bisogno.

La trama è concettualmente piuttosto semplice, ruotando tutta intorno alla conquista di un oggetto misterioso capace di donare enormi poteri a chi ne è in possesso, ma quello che cattura è l’alchimia che si genera fra i personaggi, la qualità dei dialoghi, spesso davvero spassosi, e quella della resa estetica di un film che basa su animazioni di primissimo livello molto del suo appeal in termini visivi.  A questi elementi si aggiunge una colonna sonora dichiaratamente “oldie” (basti pensare che la maggior parte delle tracce principali sono suonate da un nastro realizzato dalla madre di Quill negli anni ’80 terrestri, l’Awesome Mix (vol. I e II), che sta già diventando oggetto di culto anche per gli spettatori. Con i Guardiani della Galassia l’eterna lotta fra il bene e il male si tinge di un finto cinismo che per certi versi riprende impostazioni già viste, ad esempio in Iron Man e mille altri film non Marvel prima di lui (chi ha detto Indiana Jones?!), ma lo declina su un collettivo di personaggi anziché su di un singolo e lo fa con rara efficacia. Altro aspetto fondamentale è il buon ritmo che il film riesce a mantenere per tutta la sua durata, costruendo una struttura narrativa che ricorda molto,  anche per l’interazione fra i personaggi, gli Star Trek di J. J. Abrahams. Insomma,  Marvel riesce nel compito di mettere d’accordo tutti,  con un film che, prima ancora che un cinecomics, è una godibilissima avventura sci-fi.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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