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Il Parco della Musica è finito, gli amici se ne vanno #RomaFF9

Cosa s’impara dal cinema: Festival di Roma – Ultimo giorno

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Il clima è quello dell’ultimo giorno di scuola e forse è un bene. Il festival del cinema di Roma 2014 si congeda e con lui probabilmente il direttore Marco Muller, capace di riaccreditare il festival presso il pubblico, di dargli una spinta popolare e allo stesso tempo intrigante per i cinefili, di avviare un processo di apertura alle esigenze di un’industria in crisi che lo trasformino da esposizione museale in mercato vivo, in vetrina papabile. Detto però che non è certo che il prossimo direttore (a differenza di Califano, grande escluso dal festival con la sua biografia, noi escludiamo il ritorno) segua la stessa via, il processo di rinnovamento è rimasto, almeno in questa 9^ edizione sulla carta: programma più debole, organizzazione più lasca e problematica, luogo – l’Auditorium Parco della Musica – che conferma. per logistica e topografia, le proprie inadempienze per un festival urbano. Roma per affermare la propria urbanità, il legame con la città dovrebbe prendere esempio da Torino e Berlino, ovvero sfruttare i cinema della città, del centro, i luoghi simbolo della cinefilia romana, come il Moderno e il Barberini, il Fiamma e il 4 fontane, implementando il traffico dei mezzi pubblici e dimezzando quello privato, facendo diventare il centro di Roma un quadrilatero del cinema.

As-the-Gods-will-cast-red-carpet-Festival-di-Roma-2014-foto-di-Alessandro-Massimiliani

Chiudiamo questi 10 giorni di cinema e divi nella capitale con la segnalazione di 3 film belli o molto belli che ancora non sono le sale e non si sa per quanto non lo saranno, così se dovessero passare in qualche rassegna, festival o uscire in dvd d’importazione saprete cosa cercare: As the Gods Will, la fantascienza per teenager targata Miike che sovverte e rivoluziona il genere, Eden di Mia Hansen-Love, la disperazione contemporanea attraverso i suoni seducenti della dance francese, e Os Maias, un affresco d’epoca che dall’accademismo diventa via via più straniante, folle, caldo e operistico. Non segnaliamo Phoenix, perché grazie a BIM arriverà nelle nostre sale.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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