I fantasmi dell’orrore e della storia #RomaFF9

Andrea Bosca, ritratto A tutto Tondo #RomaFF9
22 Ottobre 2014
Fincher ritorna con Gone Girl – #RFF9
22 Ottobre 2014

I fantasmi dell’orrore e della storia #RomaFF9

Cosa s’impara dal cinema: Festival di Roma – Giorno 7

04-phoenix-foto-christian-schulz-cschramm-film
Per 100 anni e forse più, il continente europeo si è diviso tra i due totalitarismi più folli che l’umanità abbia conosciuto: il fascismo, soprattutto nella sua abiezione nazista, e il comunismo. Nemici ma gemelli. Due film presentati oggi al Festival del Film di Roma li raccontano da precisi e curiosi punti di vista: Phoenix di Christian Petzold e Angels of Revolution di Aleksey Fedorchenko. Due film in cui la guerra e il suo orrore più che morti lasciano ricordi, fantasmi. Oppure squarci nell’identità, come nel film di Petzold la cui protagonista è una sopravvissuta sfigurata dell’Olocausto che torna a casa con un nuovo volto, ma una personalità in frantumi, incapace di decidere se ricominciare con un altro nome e un altro volto, magari in Israele, o tornare dall’uomo che amava e che ora non la riconosce. Il tradimento di una nazione nei confronti dei suoi connazionali diventa qui un melodramma noir teso, doloroso e significativo per come unisce il desiderio e l’orrore, chi eravamo e chi non saremo mai.

img_7808_-_1

Il cinema di Fedorchenko invece abbraccia altri toni, altri respiri e orizzonti narrativi, guarda ai miti e alle fiabe tradizionali dei molti popoli della Russia e stavolta li fa entrare in diretto contatto con la rivoluzione socialista, raccontando i tentativi del potere centrale di educare le periferie ribelli. C’è la leggerezza del sogno, l’operosità fiabesca dell’artigianato, la riflessione immaginifica sulle avanguardie, quasi un Michel Gondry fedele alla linea: ma il dramma e la tragedia della storia non stanno a guardare e Fedorchenko con un tocco da maestro descrive la costruzione dei fantasmi, dei figli dell’orrore nel loro divenire, e tra un film visto con il fumo a fare da tela e un balletto tribale, il sangue sporcherà comunque il candore della neve.

Comments on Facebook
Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

Comments are closed.