Fincher ritorna con Gone Girl – #RFF9

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Fincher ritorna con Gone Girl – #RFF9

David Fincher affronta il matrimonio,  in questo hot-button thriller tratto dal bestseller di Gillian Flynn.

 

David Fincher ritorna al grande schermo con l’ottimo Gone Girl, il film è un vero e proprio data-night del decennio per le coppie che sognano di distruggersi l’un l’altro. Aspettatevi un precipitoso assalto al botteghino, muniti di quaderno per appunti.

Gone GirlGone Girl è un film figlio del suo momento culturale, un’epoca in cui il divorzio non è un opzione se le variabili per la separazione lasciano spazio a vendetta letale e aggressione aggravata. Nel matrimonio tossico di Nick Dunne (Ben Affleck) e Amy Elliott (Rosamund Pike), entrambi i partner sono dei dissimulatori di pari opportunità e trucchi. O quasi uguale. Argomenti tra i sessi stanno per essere riscaldata.

Nel suo bestseller del 2012, Gillian Flynn ha fatto del matrimonio il nuovo (malvagio) sport nel nuovo millennio. Nessuno riesce a trasporre il marciume morale di una società come Fincher. E con Affleck e Pike intorno a mettere il loro bel viso su Mr. e Mrs. Marriage, lo spettacolo è pronto, per il divertimento diabolico e pungente del cinico regista.

Affleck è eccezionale, mina la sua bellezza per suggerire le secche senz’anima che definiscono Nick. Per Pike, un attrice  inglese più notaper ruoli di supporto (Orgoglio e pregiudizio, An Education), questo è un dirompente passo avanti, il suo personaggio è reso alla perfezione, lei è abbagliante, depravata, una bomba a orologeria.

Tutti gli attori hanno il loro momento da “assassino” – Tyler Perry come avvocato squalo di Nick, Kim Dickens e Patrick Fugit, come i poliziotti sul caso, e una stellare Neil Patrick Harris, che trova miracolosamente l’anima romantica in un pervertito maniaco del passato di Amy. Sul lato tecnico, i veterani di Fincher, tra cui il direttore della fotografia Jeff Cronenweth, editor di Kirk Baxter e compositori Trent Reznor e Atticus Ross, mani artigiane dell’escalation della tensione bollente.

Gone Girl disegna un ritratto di due vipere che sputano veleno a vicenda attraverso il paesaggio di una, moralmente in bancarotta America, la trasformazione del neo-capitalismo nella sua accezione più negativa, ovvero l’incapacità di tutelare ciò che è reale, a favore di ciò che viene percepito dall’esterno.

Insomma ancora una volta comunicare è meglio di vivere?

Fincher non risponde a questa domanda, ma imprime il suo bollino sul matrimonio, sull’incapacità di impegnarsi per un piacere comune, sulla dirompente figura dell’individualismo.

Quale sarà la cura?

Intanto guardate il film al cinema .

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Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

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