Intervista esclusiva: Ada Byron (la donna che sognò il computer) ha il volto di Galatea Ranzi

GAMES WEEK 2014: MICROSOFT PRESENTA LE PIÙ ATTESE NOVITÀ DELL’ANNO
20 ottobre 2014
UBISOFT PROTAGONISTA A MILAN GAMES WEEK CON ANTEPRIME ESCLUSIVE ED EVENTI FUORI SALONE
20 ottobre 2014

Intervista esclusiva: Ada Byron (la donna che sognò il computer) ha il volto di Galatea Ranzi

unnamed La osservi nel suo monologo al Teatro Arcobaleno di Roma e ti convinci che nessun’altra avrebbe potuto interpretare quel ruolo come lo fa lei (in un testo scritto e diretto da Valeria Patera). Galatea Ranzi trionfa in questa interpretazione perchè la biografia di Ada Byron se l’è davvero cucita addosso. Non si è fermata ad imparare battute e pensieri, è andata oltre, diventando lei medesima Ada, nella pettinatura, nel costume, in quell’entusiasmo per i “numeri”, nelle sue passioni e accompagnandola perfino nel calvario ultimo.

Ha impreziosito la “Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino con la sua presenza (l’amica di Jep Gambardella) ed ora la ritroviamo a teatro, sublimando una figura dimenticata quanto straordinariamente grande: la contessa di Lovelace. All’anagrafe la figlia unica (almeno legittima) del poeta George Gordon Noel Byron, VI barone di Byron, meglio conosciuto come Lord Byron, quello de: “È l’essere mortali e cercare al di là della mortalità”. Per la storia, la figlia unica del poeta inglese è l’alfiere della moderna scienza analitico-funzionale.

unnamed (1)Cari maschietti datevi un pizzicotto sulla pancia…Si parla di pc e pensate a Steve Jobs e Bill Gates, ma, a spingersi molto più indietro si scopre che è stata una donna a “pensare” per prima il computer. Come la parodia vecchia da millenni, le donne spingono al cambiamento, ma l’uomo si illude che è stato lui a volerlo. L’eroina dell’informatica moderna non conobbe il poetico genitore, che morì quando lei aveva soli 9 anni e lasciò famiglia ed Inghilterra a pochi mesi dalla sua nascita. La mamma (Annabella Milbanke), in disprezzo al marito indirizzò la ragazza alla disciplina ed al rigore con l’intento di scoraggiarla nell’inseguire versi e poemi. Ma la “Fata Matematica” non smise invece di coltivare il gusto per la “poesia della scienza”.

Il tributo cade nel bicentenario della nascita di Ada Byron il cui merito di portarla alla ribalta va in toto alla bravissima Valeria Patera, che è volata più volte alla “British Library” di Londra per studiare in lingua madre l’autentica vita della madrina della cultura digitale. Dopo le storie di Alan Turing (David Sebasti, anche lui all’ultima serata), Rita Levi-Montalcini (Anna Bonaiuto), Max Perutz (Massimo Popolizio), Charles Darwin (Paolo Lorimer), fa di nuovo centro e…alla grande.

la macchina potrebbe agire su altre cose oltre il numero … il motore potrebbe comporre pezzi elaborati di musica di qualsiasi grado di complessità…

Un lavoro ottimamente riuscito (anche nel gioco di luci di e le musiche di Francesco Rampichini) che vede questa sinfonia artistica della Ranzi (musa di Luca Ronconi) sposare lo studio certosino dei testi di Valeria Parete a quello di interprete della figlia di lord Byron. “Lavorare con Galatea Ranzi è stato un dono” commenta la regista, che a gennaio, per i tipi de La Sapienza presenta il libro con il testo portato a teatro e già premiato dalla Bogliasco Foundation. Sarà pubblicato in lingua italiana e inglese ed è  in programma pure una rappresentazione dello spettacolo in inglese, a Londra.

Per Fourzine su “Ada Byron Lovelace” l’intervista esclusiva a Galatea Ranzi.unnamed (2)

Conosceva già la Byron prima di questo lavoro?

“No, ho conosciuto prima Valeria Patera e poi Ada Byron. Per me è stata una scoperta fantastica”.

E’ una storia discriminante questo genio femminile, ancora oggi è forte tra l’altro la discriminazione rosa

“Direi totale…La patiamo ancora oggi, immaginiamoci a quel tempo. E’ faticoso in qualche modo tenere a bada questa supremazia maschile. Del resto sono molto più gli uomini prime donne che le donne. Ma viene da pensare e fare pure una riflessione circa lo sviluppo della conoscenza, dell’arte, medicina, di tutto, chissà quante persone (uomini o donne) hanno contribuito in tempi, fasi diverse al progresso sociale e tecnologico, restando nel silenzio, mentre ancora viene portata avanti da tanti questa evoluzione come una staffetta. Anche un grande, penso come Leonardo, chissà quanti altri prima gli avranno preparato il terreno, ma poi a noi è giunto invece solamente il suo nome”.

Nel finale Ada Byron aggunge sofferenza a sofferenza per la mancanza di una fede in cui ripararsi

“Probabilmente era pure scappata dalla morale bigotta della madre, un’indigestione la sua ed era anche il tempo in cui gli intellettuali cominciavano ad essere atei”.

Ha lavorato con Luca Ronconi, i fratelli Taviani, Michele Placido, Remo Girone, Virna Lisi e tanti altri nomi, tanti ricordi quindi ed aneddoti di lavoro, ma non ultimo Paolo Sorrentino nel film Oscar “La Grande Bellezza”, come lo ha vissuto il Premio?

“E’ stato bello, inaspettato, un Premio che è andato ad un lavoro collettivo. Quanto a queste collaborazioni, non ci penso spesso. Mi piace in generale la collaborazione nel lavoro che è una componente della professione, che prediligo proprio. La cosa che mi ha fatto sempre molto piacere a detta di colleghi ed addetti ai lavori è che sono capace di ammansire pure le belve. E poi mi piace lavorare tanto con mio marito Marco Andriolo, ex attore poi regista. Abbiamo vissuto insieme i primissimi esperimenti teatrali. Lavorare insieme, diciamo che è gran parte proprio del nostro legame. Abbiamo fatto parecchie cose, si”.

Progetti prossimi? Più teatro o cinema?

Più teatro, questa stagione ho 3 spettacoli, Ada Byron, poi Fedra su testo di Eva Cantarella ed un testo di Cesare Lievi”.

Il suo impegno per Ada Byron termina qui o proseguirà per il bicentenario del 2015?

“Proseguirà, questi sono solo i primi passi in sua memoria”.

__________________________________

E, dal Teatro Arcobaleno (teatroarcobaleno.it) dove è stato in cartellone dal 14 al 19 ottobre, il lavoro di Valeria Patera comincia ora la sua tournèe in Italia.

Comments on Facebook

Comments are closed.