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#RFF9 Scrivimi Ancora Rosie

“Perché siamo due destini che si uniscono, stretti in un istante solo, che segnano un percorso profondissimo dentro di loro” così cantavano i Tiromancino qualche anno fa, in una delle loro hit più famose, musicando l’incontro travagliato tra due persone che sbagliano sempre le tempistiche per stare insieme nonostante il grande legame e amore che li unisca. Con lo stesso modus operandi i due protagonisti di “Scrivimi Ancora”, pellicola del giovane Christian Ditter, si inseguono per circa quindici anni travagliati da orgoglio, bambini, matrimoni e pura vita. La storia inizia in età giovanissima, Alex e Rosie si conoscono dall’infanzia e crescono insieme maturando un rapporto di amicizia quasi familiare, almeno fino all’età che lo consente, l’adolescenza. Giunti a tale critica era nella vita di chiunque, iniziano i problemi, l’interesse, seppur palese, da parte di entrambi, non viene mai esplicitato, portandoli ad un allontanamento forzato per via della partenza del college di lui e dell’arrivo di un bambino inaspettato per lei. Seguiranno anni di incontri, amori per entrambi, scelte sbagliate, lutti e tristi epiloghi, fino ad una resa dei conti dell’amore che tutto risolve e tutto semplifica, forse.

I protagonisti sono i famosi interpreti di due saghe degne di nota, lui, Sam Claflin è uno dei volti di “Hunger Games” ovvero il nuovo “Twilight” di questi anni, mentre lei, Lily Collins, oltre ad essere figlia d’arte del famoso Phil, ha interpretato la protagonista nella pellicola “Shadowhunters – Città di Ossa” . Due nomi non proprio scelti a caso per un pronostico da botteghino, considerando anche il sold out che si registra per la proiezione pomeridiana qui al Festival del Cinema di Roma e il bagno di folla in attesa dalla scorsa notte di centinaia di ragazzine urlanti sul red carpet.  Presentano un film gradevole e rispettoso nei suoi intenti narrativi, sicuramente indirizzato ad un pubblico di giovani, la pellicola tratta dall’omonimo romanzo di Cecelia Ahern, riuscirà nell’intento romantico, a detta del regista, di parlare di quell’amore perso che ognuno di noi ha avuto nella sua vita, che non tratta di scelte giuste o sbagliate, ma bensì di tempistiche.

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