FOUR Magazine intervista Lina Sastri

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Carlo Bellincampi DSC_0736Omaggi, ricordi, musica e parole ma soprattutto tante emozioni che la diva partenopea ha deciso di donare al pubblico. Dal Teatro Brancaccio alla tournée che la porterà in diversi teatri fra cui il “Delle Palme” di Napoli (dal 25 dicembre al 5 gennaio). Diversi gli omaggi, come la canzone “Assaje” scritta da Pino Daniele in ricordo di Nanni Loy e quello a Eduardo De Filippo per i trent’anni dalla morte. Ma, l’omaggio è soprattutto alla sua tenacia artistica, di restare una “grande” della recitazione quando tutto oggi assume i contorni minimali. Gli “appunti” partono da Via degli Zingari, il quartiere napoletano di cui è originaria la Sastri fino al debutto in “Masaniello”, l’incontro con Eduardo, Peppino De Filippo, Patroni Griffi, Roberto De Simone, Nanni Loy. Una bravura che ha conosciuto il plauso sulle scene pure con i monologhi pirandelliani. Aveva 17 anni quando vide il palcoscenico e se ne innamorò…ricambiata dal pubblico. Dopo i successi di una vita sembra oggi voltarsi, accarezzando tutti, ricorda i maestri… i genitori con le dolci melodie dei classici napoletani e nel ritmo tutto latino di “Maruzzella” per chiudere con un inchino d’autore alla musa della sua anima: Napoli, prestando la sua voce al testo di Daniele in “Napul’è”.

Insieme ad “Appunti di Viaggio” l’artista riprende da novembre al 22 dicembre pure “Linapolina”, spettacolo con cui Lina Sastri fece il sold out la scorsa stagione. FOUR Magazine l’ha intervistata per voi…

DSC_0529 Carlo Bellincampi

Gli “Appunti di viaggio” di Lina Sastri, solo il 24 ottobre (teatrobrancaccio.it) a Roma, sono tanti davvero, quale metro ha usato per selezionare testi e ricordi?

Per lo spettacolo “Appunti di viaggio” ho seguito la memoria istintiva, passando soprattutto attraverso le emozioni, più che attraverso i fatti, e raccontando quello che mi avesse toccato il cuore, gli incontri e le cose realizzate in teatro, in cinema e in musica, non secondo la loro importanza nel mondo dello spettacolo, ma, secondo la loro importanza nella mia vita artistica.

Pupi Avati, l’ha voluta in questo lavoro per la televisione (“Il Sole negli occhi” con Laura Morante), ma, il regista della profondità dei sentimenti come l’ha contattata?

Pupi Avati mi ha chiamata per una piccola partecipazione al suo film, chiarendomi immediatamente che si trattava solo di un piccolo ruolo, che io ho letto ed accettato immediatamente, perché l’ho trovato interessante e perché desideravo lavorare con lui e passare per il suo mondo.

“Linapolina” tornerà su Roma?

“Linapolina” non torna a Roma in questa stagione, ma, appunto, il 24 ottobre al Teatro Brancaccio arriva “Appunti di viaggio”, che è molto diverso da “Linapolina”. Tanto Linapolina era, si può dire, a colori, tanto invece “Appunti di viaggio”, è una biografia in musica in bianco e nero, nuda, semplice, con 6 musicisti in scena con me, ma visivamente esposta nella sua semplicità, uno spettacolo quasi senza testo, perché ogni sera improvviso e i musicisti mi seguono secondo le strade che indico. C’è molta libertà in “Appunti di viaggio”, un racconto libero della mia vita artistica che si anima di citazioni teatrali e di musica, passo dopo passo.

Lei è artisticamente parlando una “privilegiata”, avendo lavorato nella Compagnia di Eduardo De Filippo ed è inevitabile chiederLe cosa ricorda di Lui quando Le attraversa il cuore dopo tanti anni.

Ero molto, molto giovane, quando ho avuto la fortuna di conoscere e di lavorare con Eduardo, ricordo il tocco delle sue mani su una spalla, la sua voce, i suoi silenzi, il suo rigore, la sua sensibilità, la sua intelligenza.

“Natale in Casa Cupiello”, un capolavoro che ha visto anche la Sua presenza nel glorioso cast con Pupella Maggio, come lo ricorda quel lavoro?

“Natale in casa Cupiello”, ora lo so, è stata una fortuna, ero troppo giovane per saperlo allora. Ancora oggi lo si manda in onda a Natale ed in tutte le case napoletane lo guardano. E’ una cosa bellissima. Quanto alla fantastica esperienza con due grandi attori come Eduardo e Pupella, che dire? Insegnamenti, scuola di vita e di palcoscenico, ironia e leggerezza, conoscenza profonda del mistero del teatro.

Ha lavorato con entrambi, De Filippo e Nanni Loy, indimenticabile in “Mi Manda Picone” con Giannini…

Eduardo e Nanni Loy avevano due campi diversi, uno il teatro e l’altro il cinema, non si possono fare paragoni. Ambedue mi hanno scelto quando ero sconosciuta, ambedue hanno creduto in me come artista, e ambedue mi hanno onorato del loro affetto e della loro amicizia.

Le capita di andare a teatro da spettatrice? Come lo vede messo oggi?

Sono una spettatrice di teatro molto innocente, da ragazza non ci sono stata mai, sono stata prima attrice che spettatrice, quindi, sono una spettatrice ingenua e amo senza pregiudizi il palcoscenico, quasi sempre, in toto. Vedo purtroppo un pubblico sempre più anziano, anche se numeroso. Questo preoccupa.

La migliore delle attrici sicuro, ma cosa desidera ancora dalla Sua carriera?

Dalla mia “carriera” – che brutta parola – desidero ancora tutto, la felicità, la libertà di espressione e di scelta, la sicurezza di essere necessaria a qualcuno e non soltanto a me stessa, la speranza e la fiducia nelle istituzioni e in chi è preposto a decidere, scegliere, rischiare, nella bellissima arte del teatro. E, qualche altra cosa che per scaramanzia non rivelo!

Grazie!

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