Anticipato dal successo della nuova hit “Chandelier”, SIA esce con il nuovo album 1000 FORMS OF FEAR

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Anticipato dal successo della nuova hit “Chandelier”, SIA esce con il nuovo album 1000 FORMS OF FEAR

Negli ultimi anni l’abbiamo vista protagonista di numerose collaborazioni che hanno dato vita a grandi successi come “Diamonds” di Rihanna, “Double Rainbow” di Katy Perry, “Perfume” di Britney Spears e “Titanium” di David Guetta; mentre oggi la cantautrice australiana ha conquistato il mondo virtuale con “Chandelier”. Il singolo composto insieme a Jesse Shatkin è numero 1 della classifica dei singoli iTunes e della Top Viral Chart di Spotify, anticipando l’altrettanto fortunato album “1000 Forms of Fear”. Il video di “Chandelier” diretto da Sia e Daniel Askill, e ambientato a LA nel vecchio edificio del quotidiano “Erald Examiner”, ha raggiunto 190 milioni di visualizzazioni e si è recentemente conquistato l’MTV Music Award come Best Choreography. Non ci sono dubbi sul forte impatto del video: una ragazzina il cui tratto più significatico, la frangia biondina, richiama proprio Sia, che danza in una stanza scarna con un susseguirsi di movimenti contorcenti, dà concretezza alle parole della canzone. Non c’è bisogno di rappresentare gli “1,2,3 drink” o i soliti eccessi di una ragazza che festeggia “”like tomorrow does’nt exist”, sono cose già viste; si è scelto infatti di rendere la triste e secca verità di una ragazza che concede la felicità all’alcool, che rende sgraziati e poco umani. “Il sole è alto sono un disastro, devo uscire adesso, devo scappare da questo, arriva la vergogna, arriva la vergogna”. Seguono nell’album le canzoni “Big Girls Cry”, “Burn the Pages”, “Eye of the Needle”, “Straight for the Knife”, “Fair Game”, “Elastic Heart”, “Free the Animal”, “Fire Meet Gasoline”, “Cellophane”, “Dressed In Balck”; il tema di fondo è comune ed esplicitato dal titolo dell’album: la paura generata dalla vulnerabilità umana rimane sotto la nostra pelle, penetra attraverso la cruna dell’ago (“Eye of the Needle”) ed difficile combatterla, anche per una “Big Girl” come Sia che, citando il NY Times “Grazie alla potente voce, carica di pathos e di empatia, trasfoma l’autocommiserazione in autoaffermazione”.

Recensione di Ester Ricci

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