Dignità Autonome di Prostituzione – La festa del teatro

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Dignità Autonome di Prostituzione – La festa del teatro

Immaginate il teatro come una grande festa, una festa pazza, sopra le righe, accogliente, urlata, piena di piume e di marabù. Immaginate per una sera di entrarvi e vederlo stravolto, nel vero senso della parola, le sedute sradicate da per terra, il palco spostato in mezzo alla sala, un’altalena che pende dal soffitto e tanta musica. Un’atmosfera di interazione tra l’attore e lo spettatore che diventa tutt’uno con la funzionalità della rappresentazione, una continua sorpresa dove entusiasmarsi, divertirsi e ridere, di cuore, spontaneamente, ad alta voce.
DAdP torna nella capitale, questa volta nella storica cornice del Teatro Brancaccio, lo spettacolo teatrale per la regia di Luciano Melchionna, ideato dal format dello stesso regista insieme a  Betta Chiancini, che vanta un successo di sette stagioni  consecutive, di strada ne ha fatta eccome dal suo esordio. Un tour che ha girato tutta europa, che ha saputo rinnovarsi e rigenerarsi arricchendosi di performance nuove che sono andate ad allargare la già grande famiglia di Dignità.

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Il teatro si trasforma in vero e proprio bordello, una casa chiusa dell’arte, dove lo spettatore verrà completamente inglobato e “costretto” a contattare la maitresse per scegliere la marchetta dell’attore che si vuole vedere, si viene presi e portati nei vari meandri del Brancaccio, si contratta la prestazione, si paga regolarmente (con i dollarini che vengono forniti al momento del ritiro del biglietto, e si assiste alla performance). I gruppi non sono mai più di 7/8 persone e l’ambiente è sempre curato nei minimi dettagli, luci, specchi, complementi di arredo, nonostante il caos del bordello tutto è studiato nei minimi dettagli per dare risalto alla vera protagonista della serata: l’arte.
Va sottolineato come proprio in questo caso, il rovescio della medaglia trovi la sua massima espressione, sebbene quella a cui si assiste sia una festa, dove la comicità e i doppi sensi  imperversano, quando si entra in una stanza per assistere al monologo dell’attore improvvisamente tutto si fa serio, profondo, a tratti drammatico. Insomma lo spettacolo ha radici ben salde che vantano talento, organizzazione e grande passione. Il divertimento unito alla serietà di un mestiere che trova la sua “casa” naturale, il teatro.
Luciano Melchionna non è solamente il regista e uno dei due ideatori del format, è uno showman amante di questa grande passione, che cerca di alimentare e sostenere sponsorizzando un corto contro i tagli all’arte e alla cultura del Mibact girato all’interno di un teatro con protagonisti alcuni fra i più grandi attori ( come Franca Valeri), e le grandi opere che lo rappresentano.

fotoDi sicuro sarete attratti dagli stravaganti e succinti abbigliamenti della compagnia, ma uno, più di tutti gli altri vi colpirà, sarà perché come lei stessa dichiara “è stato fatto con kilometri e kilometri di jersey”, che aderisce perfettamente alle splendide curve che accompagnano la sua chioma fluente, Wanda, la matresse ufficiale e colonna portante di DAdP (è nata con lo spettacolo), interpretata da Clio Evans, è un vero portento di comicità, talento e ironia.

Le abbiamo chiesto secondo lei a cosa sia dovuto il forte successo della rappresentazione :” Il segreto del successo di Dignità io lo vedo svelarsi ogni sera che andiamo in scena: è l’insieme di tutti i grandi artisti, musicisti e attori, che lo compongono e si danno senza risparmio fino all’ultima goccia di energia. Tanto uniti da diventare una cosa sola, uno strumento unico accordato sulla stessa nota, una giostra magica sapientemente guidata dal carismatico maestro.”

 

E il punto di forza di Wanda?
“E’ negli occhi delle persone che le sono davanti. In quei sorrisi rubati, in quelle verità velate, piano piano condivise. Ho iniziato a essere attrice quando è nato questo spettacolo, una scuola da cui ho imparato tanto. E’ un onore per me farne parte e non sarei arrivata fino a qui senza il sostegno dei miei colleghi più stretti nel corso di questi otto anni.”unnamed
Da segnalare: il monologo scritto e interpretato da Chiara Spoletini “L’edicola”, Betta Chiancini che si trova fuori al Teatro in una jeep e interpreta Anja, Adriano Falivene che si esibisce in Gnegno, David Gallarello ne L’inquisitore, Autilia Ranieri è L’ennesima Giovanna,  L’oscena e Wanda che vi sorprenderà con un’intensa performance.

In scena al Brancaccio di Roma nelle date  27/28/30 settembre e 1/2/3/4/5/7/8 alle ore 21:00, ma l’ingresso sarà consentito fino alle 23:00 )
http://www.dadp.it/it/inside.asp

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