DILETTI PIACERI

Domani Secondo giorno di incontri e proiezioniper il Trailers FilmFest di Catania
24 Settembre 2014
Octo Maserati di Bulgari
25 Settembre 2014

DILETTI PIACERI

Diletti

La fantomatica letteratura d’evasione…il sano superficiale d’oggi…gialli sbiaditi di telesensibili signore o epici fantasy di gracili sognatori…amori sublimati e sonni cantati…flatulente messa in scena, probabilmente inconsapevole…siamo veicoli…nel nostro esprimerci razionali equilibri, anche nascosti tra femminei elfi e classici complessati guardaroba, vedono poche pagine al di là d’offensive introduzioni…l’imperituro phisis s’impone, e ciò vale per quello che reggete tra le mani, per il film che scorre nel buio dell’appartamento, per qualsiasi opera umana…non poter fuggire è una condanna necessaria…o è un giudizio sbagliato all’origine…non trovate? Si costruiscono miscele abbozzate di fortunati survivalisti, maestosi fiumi in piena di grandi tragici contro i loro ostinati dei, abbracci stremati di padri squattrinati…Shakespeare forse fu il primo cantore della complessità del reale…troppo vasto per dettagliate guglie, eppure sintesi di drammatico, comico, macabro, sarcastico, onirico…monologhi, serrati dialoghi e un vuoto sublime…questione d’impavido assalto…dalla genesi ascritto il fallimento…acuta naturalezza…sui ruderi ben poco si è costruito…e io immagino di dover cambiare leggermente il mio registro…astinenza, imbruttimento e sofferenza fisica…passiamo ad un finale frizzante intriso di greve ironia, per non essere tacciato di giovane pessimismo autolimitante…due lezioni, ultime dritte di dubbia utilità per un real nichilismo attivo…nell’utopia di partorire una piccola stella danzante e smettere di fingere eterne e appuntite gravidanze pregando per un cesareo o un epidurale…mille fili di sistema s’ingarbugliano tra i nostri arti, fin dentro i dialoghi che conduciamo tra alter divenuti puntini, oltre il gusto di gelato o reazioni reimpostate abilmente interiorizzate…il dibattito tra assorbimento e adattamento è un conflitto che giungerà alla notte delle scadenze, e non abbiamo tutto codesto tempo…ci sono minuscole convenzioni che risuonano nell’infanzia, innocue conformazioni la cui rottura può distruggere le più allenate roccaforti…prendete un treno, città sconosciuta, e rompetele tutte…nessuna illegale trasgressione, è ininfluente ai fini…sbadigliate maestosamente, vestitevi per far scivolare tentate occhiate, emettete esternazioni corporali di popolare poesia, camminate nella maniera più auto-esteticamente-lesiva possibile…se siete in dolce compagnia, inscenate una spiazzante danza di urbana sensualità…giocate a calcio con un lattina di birra spronata da dialetti inenarrabili…che duelli feroci imbrattino labbra attonite…improvvisate…e sorprendetevi…le crepe degli spettatori servono i cocci delle vostre ali ingessate…fingete d’esser sotto calmanti…se il vostro nome risuona, siate desti a partire…l’unico limite del breve allenamento è la sobrietà, eppure l’incipit è l’arduo, il resto può persino indurre alla dipendenza…se la tristezza al contrario vi pervade, perdetevi…anche nell’identica sconosciuta polis di prima…camminate ostili a punti di riferimento, a mappe…durerà poco poiché di conoscenza la volontà oggi muore…leggero sbuffo d’un Creonte immerso nella neve a capo chino…l’istinto vi ringrazierà, come la placida e divertita allerta d’un gioco, sbiadito miraggio di tonica sopravvivenza…è poco, è niente, è sperimentalmente formativo…le mie conclusioni di lucida esplorazione, unicamente per tappe su cui avvolgere le storie con le quali addormentare petulanti nipoti, non hanno pretese di rettitudine e tanto meno universali…se sapessi di uguali condotte, sarei in bilico tra un’affettuosa stretta e un’espressione carica di sospetto e paura…fondamentale è che abbiate i miei mezzi, e la mia storia…se no come potrebbero certe farneticazioni collidere, come potrei non rendervi passività da mungere…come potrei scrivere? Per coloro che sulla pelle hanno segni di delirante ebano…grazie…è solo il principio, è solo uno schizzato presepe…un fanciullo urlante chiama…

Comments on Facebook
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

Comments are closed.