Km3#Airlines e Thanks for Vaselina. Teatro Contemporaneo a confronto

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Km3#Airlines e Thanks for Vaselina. Teatro Contemporaneo a confronto

Photo Credit: Valentina Rubini

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In una Capitale a cui certo non mancano i problemi, ma che sicuramente ha molto da offrire se non altro dal punto di vista dell’intrattenimento culturale, sono due gli appuntamenti a cui scegliamo di partecipare.

Sabato 20 è la volta di Km3#Airlines, cinque attori e una cantante, diretti da Milena Mancini, insieme con la compagnia di danza Kontejner, diretta da Silvia Marti nella splendida cornice delle Terrazze del Palazzo dei Congressi all’Eur. Accompagnati dalla musica dal vivo dei Tessalonica Jazztet, i performer mettono in scena un testo dinamico, meltin’ pottiano, le cui aspirazioni superano ahimé la resa effettiva, quando il sovrapporsi di voci – complice anche una fonìa discutibile – restituisce un vuoto di significato che non giova all’immedesimazione del pubblico intervenuto.

Applausi sentiti invece per i quadri coreografici a firma di Silvia Marti, in particolare dalla seconda parte in poi, quando i danzatori assumono il ruolo riconosciuto di assistenti di volo, entrando dunque di diritto nella diegesi del racconto. Narrazione che si circoscrive nello spazio/tempo di un viaggio aereo, un limen, la sospensione fisica a metafora di un’umanità che fatica a trovare il proprio posto nel mondo, vuoi per scelte che perdono di senso con il passare del tempo (è il caso della hostess nevrotica e chiaccherona), vuoi per un fato che toglie anziché dare (la maratoneta che ripercorre le tappe del fratello defunto).

Un’intuizione, quella dell’autrice Milena Mancini, molto buona, ma che non riesce a delineare personaggi a tutto tondo di cui ci si possa innamorare e per cui si possa fare il tifo.

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Di vittime del sistema, tratta anche lo spettacolo Thanks for Vaselina di Carrozzeria Orfeo, in scena Domenica 21 Settembre presso il Teatro Vascello, in occasione della Rassegna Teatri di Vetro.

Una messa in scena estremamente dettagliata per una recita che parte in maniera esplosiva adottando un registro genuinamente farsesco per affrontare tematiche anche molto delicate come la transessualità e come essa si riflette sulle persone circostanti, la dipendenza dalle slot machines, lo spaccio di marijuana, l’obesità e la diversità. Un ventaglio di casi umani, che si amalgamano però in un pot pourri assolutamente verosimile, lasciando che ad un pubblico molto divertito, si insinui il seme della riflessione.

Accade però che più o meno a metà della rappresentazione, il registro che fino ad ora aveva funzionato così bene, venga quasi del tutto abbandonato a favore di una discesa nella tragedia contemporanea che purtroppo appesantisce non poco un testo già denso.

Entrambi gli spettacoli meritano attenzione, entrambi centrano quello che da sempre è il primo obiettivo del teatro: dare voce a chi non ce l’ha, far riflettere. Seppur non perfetti, sono la risposta al bisogno innato dell’uomo di guardare l’altro e trovare se stesso; ben vengano dunque iniziative come queste e un pubblico che cresce di anno in anno.

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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