Terza Non Sopravvivenza

Il sacrificio del Ringo
4 Settembre 2014
Italiani, popolo di inquinatori e operai #Venezia71
4 Settembre 2014

Primo spasmo verso terra…e riprendersi l’altra nella sua purezza…fonderla in te…potenza maestosa irrequieta…sgretolate zavorre d’aria…e perdere sguardi tremolanti e contemporaneamente inconsapevoli…derisione, non merito di meglio…dobbiamo toccare le flaccide pliche un tempo scolpite per essere soli con noi stessi…trovarci nella nostra alterata maschera…eppure che eroismo nel depurare questa fogna…tappa da festeggiare senza espressioni forzate…significante e galileiano sacrificio…riequilibrio, non la vittoria ossessiva con cui spiegarsi quando la conversazione è a un punto morto, o quando l’autostima ha necessità di integratori…una negazione sofferente è un cliché abusato nel vibrante dramma neo-occidentale…ti ingozzerai…ho appena finito di ingozzarmi…per guarire…per curarci…un’anestesia non l’hanno ancora inventata…Amleto non si struggeva di certo per niente…l’esperienza non sanguina nella sua apoteosi…se lo fa, hai ho sprecato giorni e soldi…eppure non odo sconfitta…distacco raggiunto…ottanta chili per un metro e ottantatré centimetri…definizioni e fasci pallide linee…basta così…notte svuotata…sono stanco…non importa…secondo ritorno nel vuoto…

Istruzioni per l’uso: fermatevi, se siete stanchi di leggere…di storie che non vivrete mai, di verità di qualcun altro…se toccate le mie mani mentre si muovono tra i crismi deformati sul foglio…se volete sentire lo spessore dell’argilla delle parole che sono mie per essere date a voi…se volete ascoltare, e non ripormi in arredo-mostra su un polveroso scaffale…provate…due settimane…minimo insindacabile, e potrete proseguire…mangiate, e non tiratevi indietro davanti a tutto quello che seguirà…scrivete con me…camminate con me…disegnate i bordi dei vostri occhi sui miei…assenza di trama…ognuno è in scena, ognuno è l’emozionale e furente fulcro dell’azione…magari in un affollato teatro di basse pretese, non in studi televisivi o aulici palchi…così, tanto per visualizzare…pellegrinaggio verso me te lui lei noi voi essi…non ti vi mi prometto verità…il premio di consolazione è povero, il pericolo grande…almeno non avrò indifferenza, qualunque sia il podio…o il cestino…in cui mi getterete…continuate pure, se siete correttori di bozze, editori, opinionisti, assistenti, critici, menefreghisti, comparse…

ABNEGAZIONE – Alzi il tuo giustificato…nei miei confronti non ho mai torto…mai…ciglio, arcaicamente e retroattivamente rurale, solo per vedere i tuoi fratelli assorti nell’ennesimo delirio intergenerazionale…anni necessari a rendere il ricambio indolore, a costruire infanzie con un copia e incolla…ti ritrovi a emulare il cattivo che combattevi quando nessun tuo desiderio era inafferrabile, a colorare disegni a memoria, a leggere loro le tue ninna nanne…e comprendi alla stregua di un ritardato la strumentalità dell’innocenza in cui pensi di rifugiarti…una parola è sempre lì per un motivo…moralità, giustizia, amicizia, sottomissione…è anche peggio…segui il maghetto a pag.7, per scoprire la genesi della tua incapacità realizzativa…l’immaginazione vive di stimoli, non di valori confezionati…o di gratuite distorsioni…quanti passaggi intermedi saltati nell’immediata violenza visiva…diretto, nessuna fermata intermedia…quanta discrezionalità per i nuovi magnati cantastorie…pantheon preparati per coprire i vari modelli in cui suddividiamo l’utenza, nuova frontiera del guadagno…come artificiali boy band per preadolescenti dipendenti dalla sorda generosità di famiglie assorte nel niente…non basta più abbassare il prezzo: se realmente vuoi entrare in ogni casa, punta sui figli, sulle loro rauche e convincenti cantilene…zittirle non bada a spese…quando un gruppo di studiosi  storpiò l’aura intoccabile delle creature da latte, lo scandalo non fu a difesa di una spaventapasseri purezza, ma di una stupidità che tutt’oggi è l’inadeguatezza del piccolo omuncolo in futura formazione…alzo lo sguardo, una rassicurante videomamma fa domande idiote ad un giovane pubblico, istruito a rispondere con la stessa qualità…nasce un sììììììììì mandriano, scolorito e asservito…quella donna è un autentico cowboy dei nostri tempi…seguente galoppo verso servizi light e ariosi riempitivi…qualche volta una manina alzata brama di raccontare a una spia accesa registrazioni di pubblico dominio…elenchi di bisogni di beniamini di valli incantate, di bassi e brufolosi adulti…tratti distintivi privi di genuini sorrisi…radici della nostra maledizione-colpa-vita…dipendiamo da necessità tutt’altro che necessarie, eppure la dieta sociale è chiara e orwelianamente agguerrita…abbiamo smaltito? Facciamo un gioco, per così dire, educativo: eliminate una vostra schiavitù, eliminatela definitivamente e senza scadenze…scordatevi ricadute o preparazioni…astinenza…e deve essere una punizione esemplare, un appiglio per voi quotidiano…Beccaria vi ascolta assorto mentre sprofondate su un lettino a ore…alcool, cibo, fumo…banali…dipende da chi siete…potreste buttare via il vostro cellulare…smettere di masticare gomme…spegnere ronzii elettronici…finirla di mangiarvi le unghie…quello che volete, tracciate una pagina quotidiana e strappatene una parte…un eremitaggio anti-consumismo sfrenato…terapia d’urto contro tic irriconoscibili nella loro universalità…asylum generalizzato…la perfetta logica di una società di folli…castità che renderà sensuale il porvi nel vostro habitat…mettere a fuoco le priorità…le tue mie priorità…ci si muove in un castello di carte con legacci forti solo per il continuo ritorno consolatorio che comportano…una mente in astinenza può travalicare limiti che noi obliamo per assuefazione…provate a resistere una settimana ignorando pasta pane bistecche dolci…che l’unica solidità concessa siano carote e qualche mela…acqua, e solo naturale…caffè, e solo non zuccherato…aria, e solo pulita…esteriormente solite increspature…interiormente ditemi voi…provate a non toccare sostanze etiliche nel pub domestico, al sicuro da studio e lavoro…provate a divertirvi…non toccate sigarette per due settimane, e parlatemi del vostro tabagista nervosismo…sopravvivete a una festa, liberi da aiuti esterni al servizio di irrefrenabili guizzi…training caratteriale…tolto qualche strato della complessità per cui edifichiamo piramidi-spazzatura, sfondi in cui improvvisare è incredibilmente concesso…

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Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

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