#Venezia71-Sapori e Dissapori: I mille tagli, e colori, della Mostra del Cinema di Venezia 2014

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#Venezia71-Sapori e Dissapori: I mille tagli, e colori, della Mostra del Cinema di Venezia 2014

 E’ vero, è iniziata solamente da due giorni, la 71° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, kermesse più importante d’Italia e una delle più prestigiose nel panorama internazionale.

Non volendo risultare polemica, mi trovo già a fare un primo screening della situazione festivaliera, che ahimè, sembra aver subito dei vistosi colpi.

Ad onore del vero c’è che l’apertura di ieri ha visto sfilare sul red carpet quasi tutti i protagonisti del film d’apertura, e primo ad essere stato presentato in Concorso, “Birdman” di Alejandro González Iñárritu.

Sorridenti, “carini e coccolosi”, le star d’oltreoceano si sono goodute le luci della ribalta veneziane, Edward Norton ha persino firmato degli autografi, e tra flash e pose sfinenti le grandi star hanno spianato la strada a tutta quella meravigliosa sfilza di Vip nostrani.

14006.Red_Carpet_._Quin_ai_de_._A._Barbera__Film_Delegation_.____la_Biennale_di_Venezia_._Foto_ASAC__1_Potremmo dividere i rappresentanti del nostro scintillante “star system”per gradi: i peggiori sono quelli che non avendo da presentare neanche un corto di una qualche azienda pubblicitaria di scarpe, detersivi, macchine pulisci grattaceli (ormai tutto fa cinema e tutti sponsorizzano il cinema), poi ci sono quelli che non sono riusciti a prendere neanche una marca di abbigliamento per il red carpet, che si sono pagati il biglietto del treno e il pranzo al sacco.

Per quelli scongelati o non, da qualche era preistorica, sarebbe il caso di contestualizzare maggiormente le loro “centellinate” apparizioni. Paese che vai usanze che trovi, e non dimentichiamoci la famosa scena di quel gioiellino di Sophia Coppola che proprio a Venezia trionfò qualche anno fa, “Somewhere”, in cui veniva descritta alla perfezione, seppur in maniera macabra, una classica premiazione televisiva italiana.

Noi siamo così, e ci facciamo anche, volendo, una risata sopra.

I vistosi colpi che sembra aver accusato la Mostra sono riscontrabili da parte di chi al Festival ci viene da un po’, che si sarà accorto, senza ombra di dubbio, che qualcosa è cambiato.

L’aria, la fascinazione e l’aurea, di questa lingua di terra situata di fronte ad una delle città più belle del mondo, sono come state inquinate.

La crisi c’è e si vede tutta, per esempio la storica terrazza dell’hotel Excelsior, snodo centrale di tutte le attività del Festival, è chiusa. Ora funge da piscina privata per i villeggianti dell’albergo, giustamente direte voi, un po’ meno aggiungo io.

13766.Press_Conference_._Birdman_or_._A._Ryan__E._Stone__A._G._Inarritu_.____la_Biennale_di_Venezia_._Foto_ASACSoprattutto quando si scopre che i prestigiosi sponsor automobilistici degli anni precedenti (come Maserati, ma prima di loro, Lancia), non avevano budget a sufficienza per rinnovare la collaborazione e si è puntato così su qualcosa di meno glamour ma più sicuro economicamente parlando.

La crisi c’è e si vede, la sala stampa dei giornalisti è stata privata di acqua e caffè, giustamente direte voi, un po’ meno dico io.

Al posto della terrazza Disaronno c’è un piccolo bar, ora non vorrei si avesse la percezione che qui si va solo alla ricerca di aperitivi e posti dove barboneggiare, (cioè anche si), vorrei fosse chiaro che ognuno di questi spazi, fa capo ad un’idea imprenditoriale che ha voltato le spalle alla Mostra.

Il colore nuovo di questa edizione, dopo il blu degli anni passati, è sicuramente il rosa pastello. Quello della decantata sala Darsena ristrutturata, capiente, glamour e accogliente. Bisogna dire che è vero, l’entrata sembra un gigantesco giardino zen, il che mi fa pensare: “qui c’è lo zampino di Muller (Barbera, scherzo eh!)”.

 

E’ vero è iniziata solo da due giorni, eppure si avverte una nostalgica sensazione di vuoto, e che non si parli ancora del buco, (visto che c’è e ci rimane anche).

Il grande Enrico Lucherini qualche tempo fa ha scritto che lui Venezia non la riconosce più, che il glamour, l’eccitazione, lo stile e l’eleganza che avvolgevano questa kermesse, negli ultimi anni, sono come sbiaditi, di certo sempre meglio qui che a scavare nelle miniere direte voi, confermo ribatto io.

Forse si fatica ad accettare il cambiamento e che lo “sbiadimento” in realtà starà solo, magari, generando il colore del futuro.

13878-Opening_Ceremony_-_Sala_Grande_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC_resized

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