Paul Wesley al Lido: “L’intrattenimento non mi diverte” #Venezia71

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Paul Wesley al Lido: “L’intrattenimento non mi diverte” #Venezia71

Stefan Salvatore di The Vampire Diaries, alla mostra del cinema con Before I Disappear, ha incontrato Four Magazine

L’obiettivo è quello di allontanare dalla mente delle fan l’immagine tenebrosa e un po’ maledetta di Stefan Salvatore, il personaggio di The Vampire Diaries che gli sta dando la fama. E se non ci riesce sullo schermo, Paul Wesley ci riesce dal vivo, incontrando la stampa dopo la presentazione del film Before I Disappear, diretto da Shawn Christensen e nel quale interpreta un piccolo imprenditore coinvolto in un brutto giro. Presentazione resa difficile da un allarme incendio che ha interrotto la proiezione e su cui Wesley scherza: “All’inizio mi sembrava un effetto del sonoro del film, era una scena in cui un personaggio stava soffocando. Sembrava tutto voluto dal regista. E invece…”.
Durante l’incontro Wesley a raccontato il suo rapporto di amicizia con il regista, già premio Oscar per il corto Curfew che fa da ispirazione per il film, e di come si stia approcciando alla regia grazie proprio alla serie sui vampiri, per la quale ha diretto diversi episodi. E da qui ha cominciato per parlare più in generale del suo rapporto con il cinema e la letteratura: “Ho capito cosa potesse essere la letteratura con Il giovane Holden: non leggevo quasi mai, poi ho trovato il romanzo di Salinger e l’ho letto 8 volte, come fossi un serial killer”. Da lì, Wesley ha scoperto la passione per l’arte, soprattutto quella cinematografica: Scene da un matrimonio di Bergman, Scorsese, Kubrick e Woody Allen.

“Ma il film che più di tutti avrei voluto fare è Luci della città di Chaplin. Non c’entrano molto con i vampiri, è vero, ma è il tipo di cinema che amo e vorrei fare. I film d’intrattenimento non mi divertono e anche quando rido voglio farlo stimolando il mio cervello”. E’ così anche per le serie tv, di cui vede solo pochi episodi per via del tempo e solo di alcune serie, “quelle di cui parlano tutti, così anche io posso partecipare a una discussione”.
Da attore ad autore, sembrano queste le intenzioni di Wesley, impegnato ad affinare le proprie capacità di regista per poter realizzare i propri progetti: “Lo stile e la regia dipendono dal tipo di script che hai di fronte, non sono come Wes Anderson che ha un suo stile preciso. Per esempio, quando dirigo The Vampire Diaries muovo moltissimo la camera e lascia molto spazio ai tagli di montaggio, ch devono essere veloci. Ma mi piacerebbe molto poter fare un film con due sole persone, in una stanza, e lunghi piani a seguire i dialoghi. Credo che nello sviluppo di progetti del genere, i nuovi media e forme di distribuzione siano fondamentali: voglio che i miei film siano visti da più persone possibile, per cui non ho paura di Internet o del Video on Demand. Anzi…”.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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