“È già domani” ad Invito alla Danza 2014

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Serata di promesse attuali e stelle future ad Invito alla Danza 2014, prestigiosa Rassegna internazionale che accompagna per l’intero mese di luglio le calde estati di una capitale più che mai danzante e vivace. È già domani, gala dedicato ai diplomandi e ai diplomati delle più importanti accademie internazionali di balletto, ha entusiasmato l’attento pubblico dell’Accademia Nazionale di Danza, garantendo alla manifestazione diretta da Marina Michetti una felice “seconda inaugurazione” (lo scorso 10 luglio, la pioggia annunciata ha costretto al chiuso del Teatro Vittoria la serata ufficiale d’apertura con MMCompany).

Ed è la stessa direttrice artistica Michetti a presentare le giovani speranze della danza di domani, frementi artisti in erba già forgiati da una formazione tecnica eccellente che certamente ne rivela le lunghe giornate di sacrificio alla sbarra e le notti di speranze tra i sogni del successo. In scena dunque i ragazzi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma e dell’Accademia Vaganova di San Pietroburgo, riuniti per una sera in un unico palcoscenico che ne decreterà il destino felice tra i corpi di ballo di compagnie internazionali o forse tra i solisti e le étoiles dei nostri ensemble.

Programma ricco e variegato quello della serata del 15 luglio, composto da assoli, pas de deux e pezzi di gruppo dal più noto repertorio classico, oltre che dalla recente coreografia di Massimo Moricone, Ebony Concerto su musica di I. Stravinskij, interpretata da un sorprendente gruppo di allievi del Teatro dell’Opera di Roma. Stravolgendo l’ordine di esibizione è proprio da qui che vorremmo partire per esprimere il senso di un gala intelligente che ha avuto il merito, tra gli altri, di trasmettere allo spettatore non solo la sorpresa di ammirare abilità tecniche straordinarie, ma anche la non comune sensazione di partecipare al volo dei giovani tra le stelle del mondo, dalla posizione di primi privilegiati giudici di una fortuna meritata e luminosa.

E sono stati proprio i momenti corali a farci immaginare di assistere alle annuali produzioni di compagnie stabili, sostenendoci nell’illusione che in scena non ci fossero giovanissimi ballerini in fase di formazione, ma interpreti sicuri e già maturi esecutori del gioco coreografico di autori prestigiosi. In particolare, il gruppo della Scuola del Teatro dell’Opera di Roma ci ha sorpreso per la sincronia nei movimenti e l’affiatamento di gruppo: in Ebony Concerto ne abbiamo apprezzato lo stile, la modernità, la disciplina; nell’estratto da Don Chisciotte, Danza dei Toreri rielaborata da Ofelia Gonzalez e Pablo Moret, la vivacità interpretativa, il palpabile entusiasmo, l’estrema musicalità.

Emergono incontrastati alcuni protagonisti di indiscutibile talento: Anastasia Lukina, dall’Accademia Vaganova di San Pietroburgo è interprete perfetta di una variazione da Paquita e di una Danza Russa che lasciano senza fiato il pubblico del Teatro Grande dell’Accademia; splendida in ogni misurato gesto tipico del balletto, esplode di espressività, grazia e leggiadria, gestendo con maestria piedi arcuati e linee di straordinaria bellezza. Jacopo Tissi, interprete del pas de deux da Lo Schiaccianoci con la collega della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala Adele Fiocchi, incanta per bellezza ed eleganza e conferma le opinioni di chi già lo segnala come il “nuovo Roberto Bolle” grazie ad una tecnica precisa e ad una sicurezza scenica notevole.

Infiamma la platea il giovane della Scala Angelo Greco (protagonista del pas de deux da Il Corsaro con Elena Bottaro), interprete di entusiasmante carisma, eccellente tecnica (elevazione e sospensione nel salto e ottimi giri), musicalità fuori dal comune. Buona la prova dei due ragazzi dell’Accademia Nazionale di Danza Rebecca Storani (variazione da Coppelia, primo atto e da Esmeralda) e Yuri Mastrangeli (variazione da La Sylphide, secondo atto), entrambi caratterizzati da forte tecnica (molto buono il salto e le pirouettes) e piglio interpretativo sicuro. Meno entusiasmanti nonostante la prestigiosa provenienza, Herman Borsay e Nika Tckhvitariia (Accademia Vaganova) nel pas de deux dell’Uccello Azzurro da La Bella Addormentata, ancora acerbi nella preparazione tecnica e non del tutto convincenti nell’interpretazione.

Per informazioni sui prossimi appuntamenti: Invito alla Danza 2014

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