Il Cantico di Pietra – Prima Altruistica Distrazione

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Il Cantico di Pietra – Prima Altruistica Distrazione

Gli altri sono il buco dal bianco e disinfettato bordo attraverso cui ci vergogniamo di pensare troppo a noi stessi…dopo una nottata scalfita da alcol e visioni, dopo un senso da costruire con il sudore di corse tra randagi nudi come te, dopo la nostalgia di una porta che non hai mai varcato, e questo specchio mentre il rasoio ti riporta indietro di un giorno…azzeramento ardore…nadir raggiunto…solo superfici rotte, solo deformazioni, e devo darmi una mossa…ma poi apri la finestra al mondo bidimensionale, ingurgiti pillole di tragedia concentrata…davanti all’ennesimo bambino tenuto a un centimetro dalla fine del tunnel da umanitaristiche flebo, ti fai schifo…fame carestie genocidi epidemie violenze domestiche tamponamenti a catena…basta con il mio riflesso, accontentiamoci, sono già nella fossa all’ombra della lapide, perché scavare ancora?…e poi è natale, we wish you a merry christmas and a happy new year…la corsa è finita, bilico perfetto tra altruismo cieco e introspezione pentita…i tuoi studi sono qui per questo, farti accarezzare armi che non userai mai…genuina decisione garantita…rischio troppo elevato, compra solo un lucchetto più grande…così sei convinto quando butti le aspirazioni e tiri giù la catenella…grande e responsabile…il monito di morti programmate e supplizi trainati da una croce rossa è fermati, c’è di peggio, non intrometterti…è la vera new economy, buone azioni e calmanti audiovisivi, indotta coscienza saziata…perché i primi replicanti sono già tra noi: non puliscono né ci inseguono tra notti acquose…non hanno forma e sembianze umane, non schivano proiettili o hanno quadranti rossi che condannano a morte, eppure sostituiscono questa mediatica psiché che è l’incatenato arbitrio…siamo passati dal gelataio, con camice bianco e paresi marmorea, al centro commerciale con cinema multisala annesso, assuefatti da insert coin e pornografia sentimentale a puntate, di chefs dai baffi unti e dalle mille invadenti braccia…l’esperienza è anomalia, la condotta lineare, liscia, nel ricostruire quella sfera privata che, se non ricordo male, ha tolto all’anagrafe diversi milioni di inferiori diversi sovversivi…ah, che sbadato, per fortuna abbiamo attorno a noi il pelo insanguinato della calda opinione pubblica, con le smaglianti aggiunte dell’avanzata della consapevolezza tutta urletti e addominali graffiati, punte di piedi di un pianoforte tra fiori sdraiati e volti baciati…wake up, gli occhiali possono essere antiestetici, lo so cara…ma miope avrai paura di qualsiasi macchia scura sulla via, miope lo spazio vitale saranno queste quattro pareti, miope il respiro diventerà un rantolio asmatico, miope parlerai dell’armageddon tra bene e male nel tuo squallido salotto come in paesi lontani di vite, che le tue sinapsi trasmettono sottoforma di fluttuazioni di borsa e funzioni crescenti di tabelle ponderate, miope tutto sarà lo stesso problema con lo stesso metodo di risoluzione e qualche cifra cambiata, miope ti tedierai con gli strascichi della mediocrità che ormai non ti spaventa più…wake up, doppio caffè, sottofondo di basso, carezza di battiti ed entrata di chitarra…canta, per te e per nessun altro, e l’altro non avrà più lacrime sul cappotto inzuppato…carità dall’interesse in veste nera che, prima o poi, sussurra scacco matto…c’è una morale che, per ipocrita importanza, ha il logo certificato in ogni quark del nostro scuro monolite…compassione, con mai dimenticata complicità di misericordia…perfetti distorsori di suoni troppo attuali per essere concepiti, trampoli su cui un nano potrebbe credersi un titano…godi a dispensare vita e morte dall’olimpo di cartapesta, sicuro nella tua specie laccata e legittimata, omuncolo di acqua blu…eppure tu sanguini di rosso fluido…sì, lo stesso liquido sul tuo distratto pranzo…quello misto ai barbiturici dell’amico, scivolato via solitario…hai afferrato? Ti graffierai, e probabilmente sarai troppo rincretinito per svegliarti…non sei nato per un equilibrio, sei qui per sapere chi sei…per essere…risparmiati la faccia da suicida graziato da un pallido albore…occhi fissi sui miei. Risponditi.

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Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

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