#Brasile 2014, si arriva alle finali: la storia sono loro

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#Brasile 2014, si arriva alle finali: la storia sono loro

Le mani sul pallone, i portieri stanno facendo la storia del mondiale in Brasile

La tempesta perfetta

Aspetta 64 anni per riscattare la più grande disfatta sportiva della storia del tuo paese, per farlo di nuovo davanti ai suoi tifosi. Il Brasile si trova tra i piedi la chiave per dimenticare il Maracanazo, la sconfitta nel ’50 al Maracanà contro l’Uruguay nell’ultima partita del mondiale che causò un centinaio di morti, e conquistare il sesto titolo mondiale a casa. Si ritrova, a partita finita, con la più grande sconfitta della sua storia calcistica. 7-1 da una Germania forte, veloce, tecnica e solida, ma anche capace di sfruttare un Brasile che pareva ubriaco in campo, e che solo nel secondo tempo è sembrato il ricordo di una squadra di calcio. I sei minuti, tra le 17:22 e le 17:28 ora brasiliana, in cui Klose (l’uomo ad aver segnato più gol nella storia dei mondiali, superando Ronaldo), Kroos (due volte) e Khedira hanno giocato da soli in campo, rubando palle ai bimbi verdeoro, sono entrati nell’immaginario dei tifosi brasiliani come un incubo. L’Uruguay è stato cancellato. Ma non quello del ’50, bensì quello che nel ’20, vincendo 6-0 aveva inflitto la peggiore sconfitta della storia al calcio brasiliano. Almeno fino all’altro ieri.

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Incompiuta

Se esiste nella storia del calcio una squadra fortissima, affidabile, spettacolare, avvincente e simpatica, che non figura in quasi nessun albo d’oro, quella è l’Olanda. Il suo nome in cima al podio lo potete leggere solo nel 1988, nel campionato europeo in Germania vinto contro l’Unione sovietica (il gol di Van Basten è uno dei 3 più belli di sempre). Per il resto tre finali mondiali perse, tre bronzi olimpici e uno europeo. E basta. Eppure nel cuore di chi ama il calcio ci sono i Cruijff, i Gullit-Rijkaard-Van Basten, i Robben e i Van Persie. Ma l’acuto, il momento in cui tirare fuori testa e cuore, oltre a occhi e piedi non arriva mai. Nemmeno ieri sera, quando bloccati dalla tensione come i rivali argentini, chiusi in una gabbia emotiva come Messi in quella difensiva, hanno fallito, a 30 secondi dalla fine, con Robben la palla della 4^ finale, la 2^ consecutiva. Ed è di nuovo andata ai calci di rigore, sfidando la cabala (l’ultima nazionale a passare due turni di fila ai rigori fu l’Argentina nel ’90, ai quarti con la Jugoslavia e in semifinale contro l’Italia, perdendo la finale per un rigore tedesco) e l’insicurezza del suo portiere Cillessen, tenuto in campo stavolta dopo la sostituzione con Krol contro la Costarica. Sfide perse: a vincerle è stato il portiere opposto, Sergio Romero. Para subito su Vlaar e poi su Sneijder e consegna a Maxi Rodriguez la palla che vale la finale. Aspettata per 24 anni e sempre la stessa: Germania-Argentina. Dopo la vittoria ’86 e la sconfitta ’90, l’Albiceleste aspetta in questo spareggio che Messi diventi il nuovo Diego Armando Maradona. Se Sabella – allenatore argentino – lo libera dalle maglie di un gioco poco sudamericano, potrebbe anche riuscirci.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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