Il Cantico di Pietra – Eccesso di intervallo-Secondo allegro pensiero di un verme psicopatico

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Il Cantico di Pietra – Eccesso di intervallo-Secondo allegro pensiero di un verme psicopatico

2 - Hokusaimi ricordano le infinite combinazioni di chissà cosa per chissà che, buchi da cui ammirare voli controllati, inutili nei dettagli, freddamente maestosi nel complesso…perché il mio dono alla società, in questa giornata limbo di misericordiosa e redenta resurrezione dall’inerzia giovanile che, a sentirli, mi macchia, è una altruistica masturbazione, destinata eroicamente alla tristezza di finestre che muoiono, canti di un cigno idrofobo…non sono solo, ho compagni di impenetrabile sventura al fianco…girano silenziosi, nel buffet imbastito a cui opporre crampi o astinenza o sazietà non è possibile, un ricco menù di artificiale schizofrenia usa e getta, tanto geniale che sono mille volte bastardo e clemente nel menefreghista eterno ritorno, e mai fedele alla mia Arianna per un solo giorno…tante sfumature di un colore che imparo chino, non ascoltando il mio iride, innumerevoli simulacri che fisso di notte nella pattumiera, nudo e impaurito…magari mostrando un sofferto ululato, macchiato di salsa di pomodoro scaduta, alle malattie della pelle di plastica che indosso…è questione di inventiva…per toccarsi bisogna essere salvati o puniti…ma signori e signore vi offriamo una vasta scelta di opportunità per appagare il vostro look anelante puro e genuino perdono! Abbiamo anoressia bulimia ingordigia ira autolesionismo stupefacenti cleptomania sadomasochismo muscoli pompati evasioni esoteriche paradisi esotici personalità multiple boxe clandestina affamata di dolore privazioni preghiera penitenza accidia narcisismo oggetti che plasmano il carattere inutili gadget ipertecnologici per fissare le rigogliose foreste di cavità nasali, comunicare a migliaia di chilometri di distanza l’imbarazzante silenzio che ci trasciniamo per nuove stimolanti vergogne e dare appendici a un coso non in garanzia, anche se la religione ci sta lavorando su, a quanto dicono, tra un’ipocrisia e l’altra…

senza dimenticare gli ulteriori straordinari prodotti che la nostra assistente vi elencherà, mostrandovi le offerte tre per due riguardo i modelli di vita griffati e gli sconti dello storico reparto fughe-questa è la mia realtà, ne ho controllo e non rischio di urinarmi addosso-, al piano di sopra…l’unica che ringrazia sentitamente è la mia voce…no, non è stato oggi, ma sarà domani sarà domani sarà domani sarà domani…grido a denti stetti, stanco dopo un’odissea di caotica pigrizia…lo farò finché allo specchio un molle e grigio canuto mi manderà a quel posto, alla stregua di un clown della mediocrità che è stata questa esistenza, utile solo in osterie bagnate da Stige e disprezzo…lo farò finché, accanto, la donna a cui ho giurato il buffo che ostento non mi ascolterà più, giudicando troppi i ricordi, e alto il fumo del patetico motivo che non può mancare per il lieto the end…e ciò che all’imbrunire il cervello mi ha preparato, miscelando desideri e timori, repressioni e pulsioni, passerà come in uno di quei videogiochi, in cui la testa girà inconsciamente con quell’ammasso di pixel a cui hai dato, tanto per essere originale, il tuo nome, dove tu e il nemico, dove tu e…reset, off, real world, al massimo sarò un maniaco sessuale seguace del corpo, fortuna che ci sei tu Freud, fortuna che tutti voi avete una frusta magica per flagellare la mia intraprendenza, sguinzagliata in libri dall’interpretazione inclusa nel prezzo, in film che diventano solo motivo di sfoggio d’ignoranza d’elite…siamo una mandria di fanatici estremisti, nient’altro, odiamo le tremolanti vie grigie vivendo di termini totalizzanti…bravi a lamentarci e a dimenarci, altrettanto nell’implorare espiazione appena, con unghie masticate e poi tagliate, graffiamo le cere perfette dal dito indicante la prossima esposizione, e dal ghigno rivolto al banco dei souvenir…dimmi cosa bofonchi di volerti riprendere, quale tesoro ti aspetta di diritto, e che nemico combatti, liberandoti da catene che tingi solo d’azzurro per confonderle col cielo, patetico terrorista infatuato di bibbie, nascoste sotto lampi d’uomo che senti scorrere nelle vene…è droga, ti mangia il prezioso e indipendente intelletto…io no, non l’ennesimo numero che è la mia generazione, io mi staccherò dal seno materno…io io io io io…e un altro oro codardo illumina la stanza.

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Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

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