Esclusiva per Four Magazine – Incontro a tu per tu con Niccolò Agliardi

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Esclusiva per Four Magazine – Incontro a tu per tu con Niccolò Agliardi

Quando ti dicono:” oggi incontrerai Niccolò Agliardi”, non sai veramente cosa aspettarti. Voglio

dire, non si tratta della classica pop star da stadio, quel personaggio plastico o superficiale che di

solito si vede incitare i pubblico con “ su le mani!” o urletti da superstar.

Nicolò Agliardi mi aveva sempre dato l’idea di un uomo tranquillo, sereno, equilibrato, che

rispecchia il personaggio nato con lui, quello che sale sul palco e si preoccupa di fare buona

musica.

E questa sensazione che avevo prima di conoscerlo aveva ragione di essere.

Niccolò Agliardi, classe ’74, è esattamente come me lo aspettavo. Parliamo un po’ del più e del

meno, mi dice di avere un lieve torcicollo, ma è tutto ok.

In verità il mio interesse più grande è sapere come sta affrontando il successo di Braccialetti Rossi,

serie televisiva in onda sui canali RAI, che porta un brano di Niccolò come sigla, Io Non Ho Finito.

Cosa vuoi dire con “Io Non Ho Finito”…c’è qualcosa che devi ancora fare?

No, in verità il titolo della canzone si riferisce in tutto e per tutto alla serie Braccialetti Rossi. Il

protagonista, assieme ad altri personaggi, soffrono di diverti tipi di malattia. Il senso del titolo sta

in questo, che anche se sei affetto da una malattia magari anche grave, devi vivere come se non

avessi ancora finito di fare qualcosa, perché la vita va avanti ed è così che deve essere.

Come affronti il rapporto con il tuo pubblico?

In realtà molto bene, ho la fortuna di salire su un palcoscenico e non dover spiegare chi sia

Niccolò Agliardi, alla gente arrivo senza spiegazioni; quando vedo le persone, dal palco, cantare le

mie canzoni e sapere tutti i testi, anche dei pezzi più nuovi, allora mi emoziono e penso di aver

fatto un buon lavoro.

Durante tutti questi anni hai collaborato con una notevole fetta del panorama musicale italiano.

Con quale artista pensi di aver fatto la collaborazione più significativa e perché?

Beh non posso dirne uno in particolare perché tutti gli artisti con cui ho lavorato li ho scelti io

personalmente, ma di sicuro l’esperienza con Laura Pausini mi ha lasciato qualcosa di diverso. Ho

scritto dei brani per lei che le sono calzati a pennello, e a prescindere da tutto ciò voglio dire,

stiamo pur sempre parlando di Laura Pausini.

Con le persone con cui hai collaborato è rimasto qualcosa?

Beh si, non si è fermato tutto solo ed esclusivamente al lavoro, con la maggior parte di questi ci

si sente, ogni tanto si organizzano diversi incontri, dipende.

Quanto spazio dai alla creatività nel quotidiano?

Quando scrivo una canzone, o quando devo lavorare per un disco, di solito sono molto metodico.

Dedico semplicemente il tempo necessario, rispetto il mio lavoro e le persone che lavorano con

me. Voglio dire, io non scrivo solo canzoni, ma vivo, perché faccio un lavoro che sostanzialmente

vuol dire vivere.

E invece, per quanto riguarda la musica italiana, dai ragione a chi dice che sia diventata ripetitiva,

uguale a se stessa e monotona, oltre al fatto che dia poco spazio alla sperimentazione?

Non sono così drastico, penso che esistano belle e brutte canzoni, lavori discografici validi e altri

che valgono meno, qualitativamente parlando. Io confido molto, invece, sulla poeticit della lingua

italiana, che comunque è molto apprezzata anche all’estero. Rispetto molto i miei colleghi, e

onestamente non credo che sia come dicono molti. Bisognerebbe semplicemente imparare ad

ascoltare quello che ci piace, senza giudicare quello che non ci piace.

Per quanto riguarda i social, segui quello che scrivono i tuoi fan? E di fronte alle critiche come

reagisci?

Onestamente ogni tanto leggo quello che mi scrivono, ma non mi interessa più di tanto. L’ho

detto, il rapporto con i miei fan ce l’ho quando salgo sul palcoscenico.

E a proposito di palcoscenico, hai delle ritualità, degli oggetti porta fortuna?

Si…i ragazzi che suonano con me, una band che si chiama The Hills.

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Gabriele Palella
Gabriele Palella
Milanese, giovane ma già competente in quella che è la sua più grande passione: la musica. Milano. Lavora, compone e produce brani, scrive e partecipa a numerosi e diversi eventi a Milano e dintorni. Di sé dice: "credo in quello che faccio, spinto dalla bellezza e dalla forza della musica che unisce, crea, intrattiene ma, soprattutto, insegna. Io ci credo a questa forza...e voi, in cosa credete?"

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