Intervista esclusiva per Four Magazine!KASABIAN: “Con 48:13 salveremo il rock!”.

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Intervista esclusiva per Four Magazine!KASABIAN: “Con 48:13 salveremo il rock!”.

In occasione dell’uscita di 48:13 , il quinto “rosa shocking” studio album della band inglese Kasabian, anticipato dal singolo “Eez-eh”, Four Magazine ha incontrato Tom Meighan e Sergio Pizzorno a Roma!

48:13 ha appena debuttato, quali sono le sensazioni per questo nuovo capitolo?

Tom: Siamo molto positivi! L’album è appena uscito, suoneremo a Leicester e poi a Glastonbury, quindi ci sentiamo in un buon momento della nostra carriera.

Avete adottato la tecnica del “less is more”, ma il disco risulta comunque molto ricco!

S: Togliendo tanti elementi, quelli rimasti sono diventati predominanti e si sono fatti sentire e notare. Per questo sembra un disco potente.

KASABIANMi sembra di capire che questo per voi sia il vostro miglior album, come mai lo pensate?

S: Non so cosa sia, ma siamo arrivati a questo punto, dove il tempo è giusto e la creatività della band semplicemente funziona. 

Come mai avete dato come titolo dell’album 48:13 la lunghezza totale delle tracce?

S: Tutto l’album è stato molto diretto, e l’elemento dei minuti è un dato di fatto. Con i minuti non puoi prendertela, è la somma di tutte le parti del disco. 

Per la prima volta avete auto prodotto il vostro album, come è andata?

S: E’ andata molto bene in particolare per la parte vocale: io e Tom ci abbiamo lavorato tantissimo sopra. E’ stato molto dura la lavorazione, ma riguardano indietro siamo contenti di averlo fatto in prima persona e questa è la ragione perché suona così bene. 

Tra le varie sperimentazioni c’è anche la musica psichedelica, cosa vi ha ispirato?

S: E’ un genere che ti da la possibilità di essere e fare quello che vuoi, senza essere incollato al solito vecchio suono.La musica psichedelica ti permette di esplorare diverse parti del proprio cervello. 

T: Credo che per la musica rock sia importante prendersi questo rischio di andare dove si vuole e non essere definiti da un solo sound…se no diventa una cosa molto noiosa.

Avete detto che il rock sta morendo… 

S: Siamo qui per salvarlo, non ti preoccupare!

Qual’è la direzione che state prendendo?

S: Non ne ho idea, ma questo album è una scintilla. 48:13 è la scintilla che salverà il rock’n’roll!

E volete ispirare nuove generazioni di band con quest’album…

T: Lo spero proprio! Non c’è nulla di così vero come quest’album. Sono tutti troppo intenti a fare i fichi, senza personalità,non fanno accadere nulla con la loro musica… ma non dico che vale per tutte le band, ci sono delle fantastiche rock band là fuori! Ma pensiamo che se hai 15-16 anni, questo album ti farò venire la voglia di formare una band. 

S: E’ un album libero, ci interessava solo essere noi stessi, e quando si fa musica è di questo che si deve parlare.

Quant’è forte la vostra relazione con l’Italia?

T: E’ molto salutare! Abbiamo un fanbase molto appassionato e io velo dico,vi prometto che il prossimo anno suoneremo a San Siro!

S: La risposta negli ultimi anni è stata incredibile. Abbiamo suonato al Duomo, che è un luogo spirituale, è stato davvero strano suonarci, ma ci sentivamo a casa.

Siete emozionati per Glastonbury? Sarete gli artisti di punta e siete stati scelti prima che uscisse quest’album…

S: Ce lo siamo guadagnato. Quando abbiamo suonato per la prima volta lì era un venerdì mattina, e dieci anni dopo saremo di nuovo lì ma a suonare nella serata conclusiva della domenica. E’ davvero perfetto, la tempistica è bellissima.

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