Mondovisione Tour Ligabue conquista Roma

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Mondovisione Tour Ligabue conquista Roma

Mondovisione Tour Ligabue conquista Roma

Con i concerti di Roma è iniziato il Mondovisione Tour di Luciano Ligabue e non poteva esserci apertura migliore dello spettacolo che il cantante di Correggio ha offerto al pubblico dell’Olimpico. Vi offriamo qui la cronaca e il commento dello spettacolo di venerdì, il primo dei due previsti a Roma.

Con una mezz’ora di ritardo sulle 21.00 indicate come inizio concerto, dovuta all’attesa di una maggiore oscurità, Ligabue e la sua band salgono sul palco sulle note de Il suono, il brutto e il cattivo. La prima canzone chiamata a scaldare un pubblico già calorosissimo è Il muro del suono seguita da Il volume delle tue bugie. Siamo in piena Mondovisione, ma eccoci catapultati indietro nel tempo con I ragazzi sono in giro e Ho messo via, pezzi storici del repertorio di Liga. Si torna al nuovo album con Ciò che rimane di noi, quindi diventa un’alternanza fra presente e passato: Le donne lo sanno, Nati per vivere, Il giorno di dolore che uno ha, Siamo chi siamo, Leggero… È un caleidoscopio di voci che si fondono e sembra di cogliere nel variare dei cori le diverse generazioni che compongono il pubblico: i più giovani sanno già a memoria i nuovi pezzi, i fan di vecchia data si fanno sentire con più intensità sui brani storici, ma la festa è di tutti e per tutti, e si sente.

I tour di Ligabue sono ormai noti, oltre che per gli eventi che rappresentano in sé, per la grande qualità della regia che li contraddistingue, riconfermatasi anche quest’anno con un sapiente mix di ottime grafiche e video che si sono alternati sul triplice wall alle spalle del palco, insieme ai giochi di luce e agli effetti speciali che avevano in una sorta di palla sospesa in fondo alla passerella centrale il loro fulcro.

Il concerto prosegue: Lambrusco & Pop corn e Balliamo sul mondo scatenano il pubblico, la più riflessiva Sono sempre i sogni a dare forma al mondo lo incanta e Per sempre, con una splendida sequenza di foto d’epoca a fare da sfondo, lo commuove…

Dopo L’odore del sesso, Urlando contro il cielo e La neve se ne frega, Ligabue prende la scusa del suo essere over 50 per proporre un gioco al suo pubblico: lui ha bisogno di riposare, saranno i fans a cantare i suoi brani, dimostrando di saperli a memoria. È così che Ho perso le parole, Happy Hour e Viva! diventano un saggio di fine corso stravinto dal pubblico dell’Olimpico, che non sbaglia un attacco ed emoziona il cantante con la sua passione. È sempre il pubblico a intonare il ritornello di Tu sei lei, poi ripresa direttamente da Ligabue.

Luciano Ligabue ha con i suoi fan il tipo di rapporto speciale che si crea con degli amici, con persone che condividono un modo di sentire e trovano nelle sue parole e nella sua musica un modo per esprimere quel che sentono, si tratti della rabbia per un contesto ingiusto, i dubbi esistenziali che ciclicamente si presentano a portare scompiglio o la certezza degli affetti veri, quelli che si portano dentro per tutta la durata del nostro percorso di vita.

Prima di far finta di chiudere il concerto, dal palco si susseguono A che ora è la fine del mondo, Piccola stella senza cielo, Il sale della terra accompagnata da grafiche di grande impatto con i dati degli sprechi della politica in Italia, quindi Il meglio deve ancora venire e Tra palco e realtà.

Tornato sul palco dopo la pausa che prelude alla reale chiusura, Ligabue attacca con Quella che non sei, non nega ai suoi fan l’immortale Certe notti e li saluta Con la scusa del rock & roll, sigillando una prima serata di grande intensità, che non ha mancato di emozionare il pubblico e chi vi scrive.

 

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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