Malefica: l’altra faccia della favola

8 modi per vivere il Flower Power
26 maggio 2014
In alto mare
27 maggio 2014

Malefica: l’altra faccia della favola

Partiamo da un assunto: ai tradizionalisti questo film non piacerà. Perché di questa favola ci hanno sempre narrato di ragazzine inette in balìa del proprio destino, di cavalieri dalla lucente armatura portatori sani di “vero amore” e soprattutto di una perfida strega senza alcuna possibilità di redenzione.

Sarà per questo che “La Bella Addormentata” non mi è mai piaciuta. Oggi la Disney però ci regala una favola moderna, con personaggi a tutto tondo e con il dono del libero arbitrio.

Malefica è la più potente delle creature sovrannaturali, abitante di un regno profondamente osteggiato dagli umani. Il precario equilibrio tra i due mondi si basa su una tregua temporanea che non permette ai suoi esseri viventi di venire a contatto. È preziosa dunque l’amicizia che si crea tra Malefica e Stefan, legame che crescerà col tempo fino a sbocciare in amore. Ma col crescere, si sa, cambiano le priorità e, al momento di dimostrare la propria lealtà al morente regnante in vista della successione, Stefan non si fa scrupoli nel privare Malefica delle sue potenti ali. Tradita nel profondo, ella giura vendetta al neo-sovrano fino a lanciare il maleficio che tutti conosciamo.

A muovere Malefica, potente creatura sovrannaturale, altro non è che un umanissimo sentimento di rancore per chi ha tradito il suo amore e la sua fiducia, quel piccolo uomo, distante anni luce da qualsivoglia valore di nobiltà e rispetto, accecato dall’ambizione prima e dall’odio poi. Lui è il vero antagonista e senza possibilità di riscatto alcuno. Dal canto suo, Malefica incarna gran parte degli archetipi femminili, spostando lo sviluppo del racconto dalla reazione al male sofferto all’incontro con se stessa e con la maternità, ancor più preziosa, perché non sanguinea.

I sedici lunghi anni che intercorrono quindi dal lancio del maleficio fino al suo compimento, diventano qui occasione per lo sviluppo di una narrazione inedita, che strizza l’occhio alla tradizione nella misura in cui ne recupera i topoi, ma ne scardina completamente le piatte motivazioni da favola della buona notte.

Perfino Aurora, destinata da sempre al ruolo di “narcolettica suo malgrado”, entra oggi nell’olimpo post-moderno delle principesse dotate di intelletto; lo fa timidamente e con l’ingenuità dei sedici anni, eppure sceglie chi amare e che tipo di persona essere.

È difficile ipotizzare un’attrice che non sia Angelina Jolie nel ruolo di Malefica. Bella e altera, è altresì capace di svelare con lo sguardo ogni più piccolo moto d’animo che attraversa la nostra eroina, ed è questo il vero artificio, il vero 3D di una pellicola che, ancor più che con la tecnologia, è con l’introspezione psicologica degna di un film d’autore, che modernizza la favola.

Comments on Facebook
Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

Comments are closed.