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Wiseman racconta l’arte e il museo londinese come fatto politico. Alla Quinzaine des Realisateurs

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Che sia il più grande documentarista vivente pare pacifico. Che Frederick Wiseman però, a più di 80 anni, continui a sfornare grandi opere a getto continuo un po’ meno. Così dopo La danse, Crazy Horse o At Berkeley, Wiseman racconta dal di dentro la National Gallery, con lo stesso metodo di sempre: entrare nei luoghi dove si decidono le sorti di un’istituzione, osservare, non intervenire né commentare mai, mostrando i meccanismi decisionali prima e il lavoro concreto poi intorno al famoso museo londinese, tra i più grandi del mondo.

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Mostrando quasi in parallelo le riunioni del consiglio di amministrazione in cui si decidono le attività e si risolvono i problemi organizzativi ed economici e il lavoro delle guide nel raccontare ai bambini o ai disabili, la preparazione delle opere da parte dei curatori e le esposizioni vere e proprie, National Gallery mette in mostra cosa rappresenta l’arte in questo preciso momento storico e socio-culturale, come poterla salvare e comunicare al mondo, rendendo cruciale la questione dell’opera come racconto e messinscena (bellissime le discussioni sulle cornici, le luci, i riflessi), facendo di riflesso quindi anche un film sul cinema, la cui condizione si specchia in quella dell’arte tout court. E il finale, con i due ballerini che danzano tra i dipinti del museo, fonde non solo le varie anime dell’arte, ma i vari elementi del cinema (immagine, movimento, dettaglio sonoro, musica) e il percorso di Wiseman da qualche anno a questa parte. In uscita a giugno con I Wonder.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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