“The Crazy Gender Show” e al Teatro Vascello si balla

Aliquam ultricies pretium
28 aprile 2014
Proin sed quam hendrerit nonummy
29 aprile 2014

“The Crazy Gender Show” e al Teatro Vascello si balla

A Roma, prima assoluta dello spettacolo di Michele Pogliani e Lorenzo Schiavo per la compagnia DIA.

10271646_10151997088801196_4627029361294590292_n

L’idea è buona: la festa è già iniziata, prima di noi, senza di noi; il caotico mondo danzante, tra voci e bicchieri che si scambiano storie e cercano oblio, esiste da sempre in un microcosmo di follia sospeso nella notte degli incontri. Perdersi nel buio di identità subite e ritrovarsi nelle luci psichedeliche di libertà conquistate: tutto è possibile nella discoteca del The Crazy Gender Show di Michele Pogliani e Lorenzo Schiavo, tra i tacchi, i trucchi e i microfoni di uomini e donne alla ricerca di sé.

I due coreografi romani trasformano per una sera il Teatro Vascello in un locale alla moda, in cui lo spettatore si scopre invitato invisibile e osservatore nascosto di un rito collettivo contemporaneo. La sensazione che qualcosa stia già accadendo (in quel luogo e in quel momento) o che qualcosa di singolare stia per accadere, è l’effetto formidabile di uno spettacolo originale che crea da subito un’atmosfera di attesa sconcertante e contraddittoria. La percezione incerta di partecipare non visti ad un evento che si consuma senza di noi si scioglie inevitabilmente nel desiderio prepotente di tagliare il velo dell’invisibilità che costringe alla muta visione di un gioco “per pochi”.

A dispetto di un intento di coinvolgimento abilmente rappresentato nella forma ma crudelmente negato nella sostanza, è paradossalmente l’esclusività dell’evento l’aspetto più attraente dello studio di Pogliani e Schiavo. Resteremo, per tutta la sera, inevitabilmente separati da una cerimonia privata che si compie su un palcoscenico comune, ambiguo open space che fagocita ed insieme esclude, unisce e tuttavia separa. Nel meccanismo perverso della proiezione saremo infine spettatori di noi stessi come estranei in un universo di relazioni sconosciuto.

La filosofia del riconoscimento, la ricerca di un’identità che muore nell’annullamento di sé per poi rinascere nello scontro con l’Altro, resta base già nota di uno studio che finisce per toccare luoghi di coscienza imprevisti (forse persino inintenzionali). Nascerà il dubbio di essere stati gli unici inconsapevoli partecipanti ad una finzione appositamente allestita per noi (in una sorta di The Truman Show contemporaneo) e l’alienante timore di non aver saputo davvero distinguere tra realtà e rappresentazione (ossessivamente inclini alla diffidenza ci chiederemo per tutta la sera se bicchieri, microfoni, uomini, donne, baristi, cantanti e dj siano reali oppure no).

La paura di essere estranei ad un gruppo al quale credevamo di appartenere e, soprattutto, il sospetto di essere proprio noi quelli che non riescono a liberarsi di maschere, generi, capi e convenzioni, si impossesseranno infine di tutti noi spettatori del The Crazy Gender Show all’uscita da uno spettacolo che non ha inizio e che non ha fine o che, forse, abbiamo solo immaginato.

Creazione complessivamente interessante che probabilmente avrebbe guadagnato in potenza visiva se il livello tecnico degli interpreti fosse stato più alto. Pur apprezzando l’affiatamento del gruppo DIA, Dichiarazione Inizio Attività (numeroso e molto giovane), la buona sincronia e, certamente, l’intelligente coinvolgimento nello spirito della performance (chiaro segnale di ottimo scambio e studio con i coreografi), troviamo che fisicità e tecnica più forti e definite avrebbero esaltato l’energico dinamismo e la controllata potenza dei movimenti di Pogliani e Schiavo.

Ancora una volta lodiamo lo spirito d’innovazione del Teatro Vascello.

 

Scheda spettacolo (prima assoluta e replica unica del 24 aprile 2014):

 

Comments on Facebook

Comments are closed.