POP ICONS Terry O’Neill

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POP ICONS  Terry O’Neill

Articolo di Federico Mattioni

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47 ritratti che immortalano celebrità dello show business, attori e cantanti all’apice della carriera proprio nei favolosi anni ’60 e ’70. Terry O’Neill, fotografo britannico e icona pop dell’epoca, ha avuto la fortuna di fare il suo lavoro nel pieno della Swinging London nella Londra degli anni ’60, ambiente che gli offre la dorata opportunità capace di lanciarlo nell’olimpo del “be famous”. Il Museo Fondazione Roma, dal 18 aprile al 28 settembre 2014, ospita questa carrellata di star colte tutte nella loro spontaneità confidenziale e amichevole, durante una pausa dalla sala di registrazione o in una dal set, in frammenti di riposo dallo stress degli abbaglianti riflettori delle attenzioni mediatiche o in momenti esaltanti nel corso di un’esibizione dal vivo. Curata da Cristina Carillo de Albornoz, la mostra ci rivela il lato più appassionante e disteso di un’epoca in cui essere nel posto giusto al momento giusto significava avere a che fare con alcuni dei miti che hanno fatto grande la storia della musica, del cinema, della moda, dello sport.

Terry O’Neill, il cui sogno era diventare un batterista di jazz, scatta la prima fotografia, con la sua maneggevole 35mm, nientedimeno che ai Beatles, nel 1963 negli studi di Abbey Road, in occasione dell’uscita del loro primo album “Please, Please Me”. Nel giro di breve tempo, il suo lavoro prende piede espandendosi oltre l’Inghilterra, per arrivare fino all’America, a Hollywood, nel cerchio avvolgente e stordente del divismo. Terry riesce a fotografare, dagli anni ’60 fino ad oggi, stelle della musica come Elvis Presley, i Rolling Stones con Mick Jagger in concerto, Keith Richards, Paul McCartney, David Bowie, Elton John nel corso di una delle sue più strabilianti esibizioni dal vivo, Bruce Springsteen, Eric Clapton, Rod Stewart, Tom Jones, Tina Turner, Amy Winehouse; stelle del cinema come Frank Sinatra (stella del cinema e della musica, immortalato mentre passeggia con le sue guardie del corpo), Isabella Rossellini (in 12 originali fotoscatti), Harrison Ford, Robert Mitchum, Clint Eastwood, Jane Fonda (un’introspettiva foto in una pausa durante le riprese di Julia nel 1977), Audrey Hepburn, Marlene Dietrich (nel suo ultimo concerto del 1975 al teatro Wimbledon), Mia Farrow, Orson Welles, Paul Newman e Lee Marvin, Robert Redford e Richard Helms, Romy Schneider, l’amico Michael Caine, Britt Eckland & Peter Sellers, Rachel Welch, Sean Connery sul set di “Una cascata di diamanti”, Ursula Andress, Brigitte Bardot sul set di “Le pistolere”, Ava Gardner sul set di “L’uomo dei sette capestri”, e infine altri personaggi della moda e dello sport (come Mohammed Alì mentre si allena).

Ma la foto forse più significativa dell’intera rassegna, che è poi la prima collocata all’interno del percorso della mostra fotografica all’interno del museo, è quella scattata all’ex moglie Faye Dunaway, con cui è stato sposato dal 1983 al 1987; quando Terry le scattò la fotografia, il giorno dopo aver ricevuto l’Oscar per “Quinto potere”, ossia nel 1977, la bella e brava attrice non era ancora sua moglie. Nella foto vediamo una piscina residenziale, sedie-sdraio ovunque, su una delle quali vi è seduta Faye, semi-distesa, testa e sguardo pensanti pesantemente poggiate sul braccio, un tavolino con vassoio contenente una colazione appena consumata, giornali sparsi sia sul tavolo che a terra (in uno scorgiamo l’articolo che si riferisce alla serata della sua vittoria), poi sempre sul tavolo vediamo un accendino, un libro pieghettato e la statuetta tanto ambita, più statuaria che mai, quella stessa statuetta che probabilmente le stava procurando già pensieri assorti, evidentemente sprofondati. L’arte del catturare di Terry O’Neill è contenuta già tutta in questa foto.

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