Marea | Recensione dell’ep dei Koo

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Marea | Recensione dell’ep dei Koo

Il primo ep dei romani Koo cerca la strada nei solchi del rock italiano

koo-new-fotoFarsi strada nel rock italiano degli anni ’10, con i grandi nomi che non lasciano spazio e un’industria che fatica a recepire le novità, deve essere impresa molto ardua. I romani Koo, con l’ep d’esordio Marea, scelgono la via meno battuta forse: la semplicità di approccio. Rock senza fronzoli e arzigogoli, chitarre, basso e batteria, cantato in italiano limpido e testi più oscuri, struttura solida, magari senza sorprese.
Marea, come ogni preludio che si rispetti – all’album in lavorazione, parte del quale è stato presentato live al Lanificio 159 di Roma – deve mostrare le carte della band e non può farlo che partendo dalle basi, le canzoni. Belle o brutte devono essere l’unico biglietto da visito: è questo il rischio.

Apre il disco Piove soltanto, che dà all’ascoltatore il senso di una band che punta sui chiaroscuri, su suoni suadenti e cantato più ampio, ma il resto dei brani arricchisce, o smentisce, l’impressione: Fosse sabbia punta dalla partenza sul ritmo con un andamento molto moderno, la title track sembra un omaggio al rock alternativo degli anni ’90 con il giro di basso e le chitarre intrise di malinconia e rabbia repressa, mentre Un altro giro, singolo di lancio, ha il piglio giusto tanto per le radio quanto per il coro dal vivo.
Forse i Koo hanno voluto giocare sul sicuro, su tutta la linea, e l’effetto già sentito filtra qua e là tra le tracce di Marea, ma il gruppo mostra un approccio secco e abbastanza solido, forse troppo: il timore infatti è che i margini per un’evoluzione sulla lunga distanza siano limitati. L’augurio è che i Koo sappiano spazzare via questo timore.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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