Storie | Recensione dell’album dei Velvet

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Storie | Recensione dell’album dei Velvet

Dopo un ep di rilancio, i Velvet tornano sulla lunga distanza con un disco ricco di sfumature

artworks-000065694505-m0wvm5-originalL’anno scorso, con l’EP La razionalitài Velvet si sono rilanciato dopo un periodo di riflessione, dovuto forse a una carenza d’ispirazione o a stanchezza. Un anno tra concerti e studio ha dato vita a Storie, 6° disco del gruppo di Pierluigi Ferrantini, a 5 anni di distanza dal precedente Nella lista delle cattive abitudini: un album che conferma la via del precedente disco breve e ne amplia orizzonti sonori e vena compositiva.
Il pop come base solida di un’architettura musicale, che negli anni si è sempre più imbevuta di elettronica, di atmosfere internazionali, di chiaroscuri elettrici e che con storie arriva – forse – a una forma convincente, se non definitiva.

Aperto dal primo singolo, Una vita diversa, che comprime in meno di 4 minuti le caratteristiche sopra descritte, con un tocco à la Placebo, Storie sembra allo stesso tempo compatto e discretamente vario: il secondo singolo Scrivimi quello che fai, che si fregia della tromba di Fabrizio Bosso, è malinconico e dirompente al tempo stesso, Eravamo io e te veleggia su suoni portoghesi, I perdenti e gli eroi guarda alla realtà – come nella declamatoria Evoluzione – con il piglio alternativo figlio degli anni ’90, appena corretto dalla produzione. Si chiude con Goldfinger, versione ninna nanna della canzone omonima degli Ash, tra le band ispiratrici dei Velvet.
Storie riesce a scrollarsi di dosso le etichette che al gruppo vennero affibbiate agli esordi, e lo fa con intelligenza di scrittura e produzione e interessanti idee compositive. Forse non sarà l’album che li consacrerà, anche perché l’industria discografica italiana, in questi tempi, non ha modo né forza per farlo, ma certo è il disco che può far cambiare idea a chi dei Velvet ha solo colto un lato. Quello più esposto.

 

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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