Piano Solo Tour 2014. Giovanni Allevi al Teatro Verdi di Brindisi.

Solo buone notizie | Recensione del disco di Uscita 17
16 Aprile 2014
Storie | Recensione dell’album dei Velvet
18 Aprile 2014

Piano Solo Tour 2014. Giovanni Allevi al Teatro Verdi di Brindisi.

00166f0ba20441c38320eef766e4bdecSilenzio, bianco, azzurro”. Con questa descrizione della città che lo ospitava, Giovanni Allevi ha voluto aprire la tappa del “Piano Solo Tour 2014” di martedì 8 aprile presso il Teatro Verdi di Brindisi, conquistando sin dal primo attimo il pubblico presente. Impossibile non restare incantati da questo meraviglioso e sorprendente artista che, con la sua umiltà e le sue indiscusse doti di musicista, ha saputo stregare l’intero teatro, nel quale regnava assoluto silenzio sia quando le sue mani si muovevano sul pianoforte sia quando, tra un brano e l’altro, con la sua voce sottile narrava aneddoti della propria vita legati alla sua musica. Ed è proprio grazie a questi piccoli racconti che si scopre come il semplice rumore di mele, cadute dalla busta della spesa di una signora in metro, può diventare musica…”L’idea”; come un raggio di sole del mattino, che attraversa un appartamento di Milano sino adincontrare gli occhi assonnati di un cameriere-aspirante musicista, possa far riaffiorare ancora più forti le quasi perdute speranze e trasformarsi nella splendida “Monolocale 7,30” (ascoltandola, sembra quasi che quel raggio di sole attraversi davvero il teatro sino a raggiungere il palco). Tra gli altri brani, magnificamente eseguiti, vanno sicuramente ricordati “Volo sul Mondo”, che Allevi non aveva avuto più il coraggio di suonare in pubblico dopo averla eseguita con alcune imperfezioni durante il suo concerto di debutto a New York (circa nove anni fa);  l’emozionante “Japan”, tra le sue prime composizioni, composta alla tenera età di 17 anni; la quasi commuovente “Helena”, scritta per l’amica pianista che ha perso la mano sinistra in un incidente; l’originale “Prendimi”, ascoltando la quale vien da sé l’immagine di Allevi che tenta (inutilmente) di fuggire dalla musica, dallo stesso definita “la strega capricciosa” che svolazza rincorrendolo; le intramontabili e sempre meravigliose “Come sei veramente” e “Back to life” e tante altre ancora.Deve necessariamente aggiungersi che protagonista della serata non è stata solo la musica, ma anche Allevi stesso.

Questo piccolo grande e stravagante uomo che, al termine dell’esecuzione di ogni brano, si soffermava con il suo pubblico, parlando, sorridendo e non finendo mai di ringraziarlo, cercando (quasi) di abbracciarlo fisicamente, come se, ancora oggi, sul palco ci fosse non un artista ormai di fama internazionale, ma ancora quel cameriere del monolocale milanese con il suo sogno, incredulo dei sonori e prolungati applausi ricevuti. Dopo questo splendido ed emozionante spettacolo, non si può che trovarsi in accordo con l’uomo-artista Allevi: “la nostra forza è la nostra fragilità”. Riflettendoci anche solo un secondo, può solo trarsi insegnamento da questa frase e da questa “esperienza” (musicale e non).

 articolo di Fabrizia Cristofaro

 

 

Comments on Facebook

Comments are closed.