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Les interdits di Weil e Kotlarsky | Recensione dal BIF&ST di Bari

Un dramma spionistico per Weil e Klotarsky, tra Le Carré e Assayas nel concorso internazionale del BIF&ST

les-interditsDue ragazzini, sul finire dell’adolescenza, e il peso di salvare almeno una parte del loro popolo. Les interdits di Anne Weil e Philippe Kotlarsky, tra le sorprese più gradite del BIF&ST 2014, sceglie questa insolita chiave narrativa per raccontare la persecuzione subdola degli ebrei in Russia alla fine degli anni ’70: protagonisti sono Carole e Jerome, due cugini ebrei francesi che vengono mandati in Russia, sotto le spoglie di due cugini amici di influenti uomini politici, per aiutare i rifugiati a conoscere Israele per poi cercare di andare via. Ma uno di questi rifugiati, consegna a Jerome un documento da trafugare.
Scritto dagli stessi Kotlarski e Weil, montatori di lungo corso al primo lungometraggio, Les interdits è un dramma storico che riesce a mescolare il cinema spionistico intimo, sulla scia del Le Carré di La casa Russia, al racconto di formazione adolescenziale – qui post – delicato e forte come nel cinema di Olivier Assayas, raccontando anche un lato poco conosciuto almeno oggi della storia israeliana, quello dei refusenik, cittadini ebrei a cui l’Unione Sovietica rifiutava il permesso di espatrio e il lavoro clandestino con gli israeiliani di tutto il mondo. Tensione limpida, tanto nel racconto quanto nell’attrazione fisica e sentimentale tra gli attori (bravissimi Jérémie Lippman e il colpo di fulmine Soko, cantante francese prestata con successo alla recitazione), occhio acuto e cuore tenero: un mix davvero interessante.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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