Il Cantico di Pietra Ottava Estasi

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Il Cantico di Pietra Ottava Estasi

Il Cantico di Pietra Ottava Estasi

otto

-No, ragazzo…tu devi solo stare a guardare; detto tra noi, mi saresti solo d’impaccio-

-Tu da solo non basti-, si sentì dire: pensare a voce alta o parlare senza il filtro del pensare non era da lui. E mentre si osservava stranito notò che la sua arma scintillava già del silvestre dalle montagne. Un’estrazione netta, che aveva registrato tute le caratteristiche e misurazioni della spada.

-Uditelo qui…- l’ANEMOS rise, -…onoro la tua arroganza, ma quella mettila via prima d’usarti danno. Sono armi che ancora non puoi domare, non ne hai i requisiti. Non ancora.-. Dà le spalle al luogo, mettendosi di fronte a Laz, la bocca ridotta ad un ghigno, sardonico. Allarga le braccia, arcangelo d’ali e folgore affilate.

-Eccoli.-

Laz serrò un pugno, mentre l’altro dondolava ad assaggiare l’aria, le linee di tensione che si propagavano come onde dalla bellezza ferina; s’espandevano e contraevano mimando una forza cosmica universale, attorcigliandoli gambe e vista germogliando in rampicanti d’essenza legati alla grande radice eterna; lei gli sussurrò le sorgerti, intenzioni di rottura dell’equilibrio di quel borgo meriggio, ma l’Anemos era già avanti: proiettili grandi un infante si schiantarono contro il lo spadone del gigante, levato in una schermatura difensiva continua e sinuosa. Questi, rigettati, rimbalzarono sul terreno e ripartirono lasciando tracce di immagini residue e confuse, stavolta da diverse angolazioni; un sincronismo degno di un macchinario portentoso, spiegabile solo come magia apocalittica per qualsiasi postmodernismo e positività correlata. L’Anemos si spostò lungo il borgo, cercando di farli accodare e affrontarne uno ad uno, marzialità certosina prima dello sfogo. Non tradiva la minima facoltà, il viso alcun pensiero che non fosse automatico quanto respirare.

Laz era inutile.

 

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Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

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